ragazza in bicicletta

La bicicletta è un simbolo di benessere e sostenibilità ma anche uno stile di vita che offre molti benefici sociali, culturali ed economici. Pedalare migliora la salute fisica e mentale, produce ricchezza e rende le città migliori, a misura d’uomo e più felici

La passione della bicicletta è in piena espansione anche in Italia. Sempre più persone pedalano nelle città tutti i giorni per evitare il traffico o nei fine settimana per rilassarsi, fare sport o tenersi in forma. Oltre ai benefici sulla salute, cambiare l’idea di mobilità delle grandi città è un tema che riguarda da vicino l’ambiente e la qualità dell’aria di milioni di persone che vivono nelle metropoli.

La bicicletta esalta il piacere della scoperta e la lentezza ma é anche uno stile di vita con profonde ricadute culturali, sociali ed economiche. Se cresce il ciclismo urbano aumentano le piste ciclabili e nascono nuovi servizi di bike sharing, insieme al turismo crescono l’economia e le fiere per appassionati. Cerchiamo allora di capire in che modo un semplice mezzo a due ruote può migliorare il mondo.

Indice

Bicicletta come stile di vita

Il ruolo della bicicletta è molto cambiato in questo secolo. Da passatempo per ricchi é diventata un’arma ai tempi della resistenza per poi trasformarsi in mezzo di trasporto democratico per lavoratori e turisti, fino a rappresentare la forza per gli sportivi. Si sale in bici da bambini e non si smette più nemmeno da anziani, in un intreccio di muscoli, meccanica, sudore. Così passano paesaggi, natura e odori che fanno vivere il tempo e lo spazio in un modo autentico.

Ecco perché la bicicletta è un vero e proprio stile di vita, prolungamento dell’uomo libero e modo di essere con profondi risvolti a livello sociale e culturale. Pedalare fa bene all’immagine delle persone e crea identità. Da semplici mezzi di trasporto le biciclette sono diventate status symbol con quell’aria un po’ trendy e modaiola alimentata dalle ultime novità tecnologiche delle bici elettriche.

Il ruolo della bicicletta è molto bene raccontato nel libro “A ruota libera – antropologia sentimentale della bicicletta” di David le Breton (Cortina Editore), sociologo e antropologo che insegna all’Università di Strasburgo. Come ogni buon accessorio di moda, ogni bici può essere creata e personalizzata su misura. Cambiano colori e stile tra forma di telaio, sellino, manubri e pedali.

Uso bicicletta in Italia

Le due ruote firmate possono diventare capolavori ingegneristici pronti a sfilare nelle più importanti manifestazioni di design e forse anche per questo la bicicletta in Italia negli ultimi anni è tornata prepotentemente in auge. Dopo essere stata ai margini di città costruite attorno alla circolazione automobilistica, oggi ha ritrovato un nuova dimensione. La voglia di stare all’aria aperta scatenata dalla pandemia e una maggiore attenzione ai temi della sostenibilità hanno fatto il resto.

Il 6% di italiani usano la bicicletta tutti i giorni, contro una media europea dell’8%. Circa un milione di italiani la usa per andare al lavoro e il numero dei ciclisti aumenta ogni anno del 2,3%. Molti ciclisti tra i 50 e 60 anni amano pedalare a livello più o meno competitivo su bici da corsa nei fine settimana e non solo. Rappresentano il 37% degli appassionati, seguiti da 41-50 enni (22%), dai 31-40 anne (16%) e dai giovani fino ai 30 anni che appresentano il 17% dei ciclisti sportivi.

I problemi per chi va in bici tutti i giorni non mancano tra traffico, furti e incidenti. Specie nelle grandi città le infrastrutture per gestire la mobilità su due ruote sono ancora scarse. Le piste ciclabili sono aumentate del 50% negli ultimi 10 anni, ma in Italia non esiste una visione d’insieme e una cultura fatta di rispetto tra automobilisti, pedoni e ciclisti, spesso accusati di essere indisciplinati.

Cosa disincentiva uso bici?

E’ ovviamente nelle città dove esistono i maggiori problemi relativo all’utilizzo della bicicletta. Secondo un articolo pubblicato sul Guardian, molti ciclisti che vivono nelle grandi città inglesi starebbero addirittura rinunciando a pedalare tanto che la percentuale di ciclisti urbani a Londra sarebbe diminuita di oltre il 10% nell’ultimo anno. In particolare sarebbe diventato quasi impossibile viaggiare nell’ora di punta sulle strade trafficate.

Secondo alcuni interviste realizzate tra gli abitanti delle città inglesi sarebbe troppo rischioso portare il figlio a scuola la mattina in bicicletta e assolutamente poco rilassante e rischioso per la propria incolumità mettersi a sfidare un traffico di automobilisti sempre più aggressivi e poco attenti alle regole del codice della strada. Più che di rispetto verso i ciclisti c’è chi parla di un odio crescente per chi viaggia su due ruote.

Un altro problema che disincentiva l’uso della bicicletta in città sono i furti di bici. Imparare a difendersi dai ladri è sempre più fondamentale per non dovere sborsare cifre astronomiche extra per l’acquisto di nuove due ruote. Insomma il boom della bici non è per nulla scontato ma deve vedersela con una resistenza culturale al cambiamento che solo delle politiche mirate alla costruzione di percorsi ciclabili potranno risolvere nel futuro.

Benefici bicicletta salute

I benefici della bicicletta su fisico e mente sono molti. Innanzitutto pedalare fa bene alla salute polmonare e cardio circolatoria senza impattare sulle articolazioni come la corsa a piedi. Poi fa dimagrire perchè brucia tra 400 e 1000 calorie all’ora. Come sport di resistenza oltre a bruciare i grassi migliora la massa muscolare. Non è indicato solo a chi ha problemi alla colonna vertebrale.

Secondo uno studio del King College di Londra pubblicato su The Journal of Physiology, oltre a fare lavorare corpo, muscoli, cuore e polmoni, andare in bicicletta allena la mente e migliora l’umore. Come ogni esercizio fisico aerobico ripetuto con regolarità il ciclismo sprigiona adrenalina e endorfine e si può fare in compagnia. Il risultato è che pedalando ci si scarica, si dorme meglio e il cervello rimane più attivo.

Avere la possibilità e la voglia di recarsi in ufficio o a scuola tutti i giorni camminando o pedalando è una esperienza che coinvolge tutti i sensi mettendo in contatto le persone con il mondo che le circonda nel modo più semplice, bello e naturale possibile. Tutt’altra cosa che andare a lavorare in automobile su strade congestionate facendo ore di coda, una esperienza straziante sia per il cervello che per il corpo.

Avere una corretta postura in bici è fondamentale per evitare problemi alla schiena, collo e spalle o di cervicale. E’ importante scegliere una bicicletta della misura giusta e adatta alle proprie caratteristiche e regolare lo spostamento del peso sul manubrio evitando posture tipiche dei manubri da corsa scegliendo city bike che consentano di pedalare con la schena diritta e rilassata.

Benefici bici per l’ambiente

Utilizzando la bicicletta oltre all’economia personale si riducono i costi ambientali e l’inquinamento per un indotto complessivo che secondo l’European cyclist federation in Europa è di 510 miliardi di euro. L’organizzazione mondiale della sanità ha valutato una diminuizione di 110 miliardi nelle spese sanitarie dovute all’incremento di ciclisti in Europa, a cui aggiungere altri 3 miliardi di risparmi dal punto di vista dell’inquinamento ambientale.

Un cambiamento globale del trasporto pubblico con investimenti mirati permetterebbe di risparmiare più di 100 mila miliardi dollari in spesa pubblica e privata, 1.700 megatoni di anidride carbonica annua, oltre ad evitare circa 1,4 milioni di morti premature a causa dell’inquinamento. Le città sono state costruite a misura di automobili, inutilizzate per il 90% della loro vita, che oltre ad inquinare hanno altissimi costi di smaltimento.

La passione della bicicletta deve andare oltre la contrapposizione automobilisti e ciclisti, tra chi sostiene ad esempio la necessità di avere un parcheggio sotto casa e chi invece vuole più piste ciclabili. Del resto dove mettere le automobili? Nelle grandi città ne circolano troppe, ce ne sono due per famiglia malgrado le campagne antismog e gli incentivi all’uso di mezzi alternativi.

L’economia della bicicletta

L’utilizzo della bicicletta non migliora solo la salute e l’ambiente ma ha un impatto economico notevole. Secondo gli ultimi dati del Gruppo Clas solamente in Italia muove un indotto di 8 miliardi di euro. Nel settore lavorano 550 aziende con una media di 200 addetti. All’anno si producono circa 2,5 milioni di biciclette senza raggi, a scatto fisso, mountain bike, pieghevoli, vintage e ebike. La vendita di  bici elettriche a pedalata assistita cresce a doppia cifra ogni anno.

Alcuni negozi di biciclette sono diventati vere e proprie boutique di lusso ma ci sono modelli di ogni genere per tutte le tasche. Oltre alla vendita di bici Legambiente ha calcolato altre voci che influiscono sulla produzione di ricchezza della bici in Italia: componentistica e accessori (4 miliardi), riparazioni (1,161 miliardi), benefici sociali (960 milioni) e minore assenteismo (193,180 milioni) e costi risparmiati sulla salute (1,054 miliardi).

Oltre all’economa delle nazioni è anche quella familiare a beneficiare della bicicletta. Secondo i calcoli lasciando l’auto in box e recandosi al lavoro in bici un lavoratore risparmia dal 16% al 20% dello stipendio all’anno. Il prezzo della benzina sempre più caro dovrebbe stimolare interventi urbanistici come quelli realizzati durante l’austerity negli anni settanta in molti paesi del nord come l’Olanda che hanno trasformato le città a msura di ciclisti.

Città su due ruote sono ricche

Nelle città dove la mobilità è a misura d’uomo e la popolazione è più attiva, migliorano gli affari per i negozianti, e i lavoratori producono circa una settimana di lavoro in più all’anno e per i giovani aumenta il rendimento scolastici. Se i lavoratori vanno in bicicletta in ufficio, salgono la produttività dei lavoratori e anche i prezzi delle case. Uno studio dell’Università della California lo ha tradotto direttamente in numeri.

I paesi dove si usa più la bicicletta sono anche quelli più felici, con un più alto senso di comunità e dove si vive meglio. Anche le città italiane più ricche sono quelle con un numero maggiore di spostamenti quotidiani a piedi o in bici. Trentino, Emilia Romagna, Veneto, Friuli e Lombardia sono le regioni dove ci si reca al lavoro maggiormente in bici con percentuali dal 8% al 5%.

Per ogni euro investito dalle amministrazioni cittadine in mobilità alternativa, piste ciclabili e zone pedonali, magari arricchite dall’apertura di parchi e spazi aperti, c’è un ritorno 13 volte superiore. Ma è necessario riprogettare le città perchè la gente possa camminare e muoversi a piedi senza problemi e usare la bicicletta o i mezzi pubblici per questioni di benessere ambientale ed anche economico.

Mercato della bicicletta

Chi vuole acquistare una nuova bicicletta ha solo l’imbarazzo della scelta. A cominciare dai centri commerciali fino ai negozi di bici più esclusivi, in vendita ci sono due ruote di tutti i tipi. Qualità dei materiali e optional tecnologici fanno la differenza, anche nel prezzo. Secondo i dati di Confartigianato il fatturato italiano del settore della bicicletta aumenta a doppia velocità rispetto all’Unione Europea, con buone prospettive anche nel settore delle esportazioni.

In Italia non esiste ancora il culto della bicicletta come in Gran Bretagna, Olanda e Danimarca, ma non possiamo lamentarci. Leggendo le tendenze nei report di Ancma, tra i modelli più venduti di biciclette ci sono modelli ibridi a pedalata assistita e le bici pieghevoli di design. Senza spendere troppo nel catalogo di Decathlon, leader nel settore delle bici a basso costo, ci sono modelli bici elettriche vendute a qualche centinaio di euro.

Per chi non sia accontenta i prezzi ovviamente salgono fino ai modelli di lusso che costano quasi come motociclette. Ma si tratta di soldi spesi bene: se la voglia di bicicletta aumenta, è un bene per tutti. Chi non vuole acquistare una bicicletta può noleggiarla. Il bike sharing avanza nelle città italiane grazie a servizi offerti da aziende pubbliche e private. Milano é la capitale dello sharing e all’avanguardia del settore con il 44% del mercato italiano.

Servizi di bike sharing

Nell’era della sharing economy una delle tante soluzioni per favorire il ciclismo urbano e decongestionare il traffico cittadino è legato alla diffusione dei servizi di bike sharing cittadino comunale affiancati da quelli gestiti dai privati. Grazie a semplici app da utilizzare con qualsiasi smartphone, nelle grandi città italiane oggi si può noleggiare una bicicletta a tempo e utilizzarla per brevi spostamenti ad un costo irrisorio.

Con il bike sharing non ci si deve preoccupare dei furti di biciclette e nemmeno di manutenzione e riparazioni. Inoltre ci si può spostare alternativamente a piedi o utilizzare un altro mezzo ovunque. Inutile dire che sono disponibili anche modelli elettrificati per andare al lavoro o a scuola in tutta tranquillità e senza sudare. I servizi di noleggio bici sono attivi in 31 città e piccole province.

Oltre 35.000 biciclette sono disponibili in Italia in servizi free-floating a flusso libero e station-based con stazioni definite in cui riporre la bici dopo l’utilizzo. Secondo una ricerca dell’Osservatorio nazionale sulla Sharing Mobility realizzata in collaborazione con i ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture, il free-floating è per brevi spostamenti, nel 73% dei casi inferiore ai 500 metri per la durata di 5 minuti, mentre con stazione il noleggio dura tra i 6 e i 20 minuti con 1 e 2 km di distanza.

Tra le piattaforme i bike sharing più diffuse in Italia c’è Bicincittà attivo in oltre 30 realtà cittadine. A Milano ci sono Bikemi gestito in collaborazione con il comune e Movi by Mobike diffuso anche in altre città italiane. Le città del nord fanno da apripista anche a nuovi progetti come quello della start up olandese Swapfiets che consente di affittare un mezzo in abbonamento mensile per un uso esclusivo.