Berliner Philharmoniker

Nulla di fatto per l’orchestra più famosa al mondo: i Berliner Philharmoniker, non sono riusciti a scegliere il nuovo direttore. Dopo Claudio Abbado e Sir Simon Rattle, che lascerà nel 2018, la nomina era nella mani dei musicisti con un rituale avvolto nel mistero, un vero conclave di musicisti con un finale da film giallo.

Proprio così, perchè con un vero colpo di scena senza precedenti, la scelta del nuovo direttore dei Berliner Philharmoniker questa volta non è arrivata. Non è un caso se qualcuno arriva addirittura a paragonare la sua elezione a quella del Papa, senza fumo bianco naturalmente: i meccanismi dell’elezione sono totalmente avvolti in un aurea di mistero e sacralità, ma la sua designazione è quanto di più democratico e meritocratico si possa immaginare: e i risultati si sentono.

Se i Berliner, nati nel 1967 sono considerati la migliore orchestra al mondo lo si deve anche al modo in cui si amministrano economicamente e sul piano organizzativo. La scelta diretta del direttore d’orchestra è quanto di meglio per fare sentire i 124 musicisti provenienti da 30 paesi al mondo – compresi 5 italiani – responsabili e protagonisti assoluti della loro musica.

Per questo i membri dell’orchestra si erano riuniti in un luogo sconosciuto a tutti – che alla fine si è saputo essere la Chiesa di Gesù Cristo a Dahlem, nella parte ovest di Berlino – senza telefoni cellulari per eleggere il nuovo direttore a scrutinio segreto. Evidentemente tutto è stato più complicato del solito e non c’è stata una maggioranza su un nome di cui si doveva verificare comunque l’effettiva disponibilità.

Si dovrà ricominciare tutto daccapo, tra un anno. Il ruolo del direttore d’orchestra dei Berliner Philharmoniker d’altronde è molto importante perchè sotto la sua guida vengono fatte scelte di repertorio e stilistiche che partono dalla musica per arrivare alla società attraverso tradizione e innovazione, spirito commerciale o rigorosa mentalità tedesca.

Nella rosa di nomi papabili c’erano giovani e meno giovani come Andris Nelsons (1978) music director della Boston Symphony Orchestra, Gustavo Dudamel (1981) direttore della Orquesta Sinfónica Simón Bolívar e della Los Angeles Philharmonic, Mariss Jansons (1943) della Boston Symphony Orchestra, Daniel Barenboim (1942) già direttore della Scala di Milano, Christian Thielemann (1959) della Staatskapelle di Dresda.