zucchero di canna

Lo zucchero è un alimento molto diffuso. Sfuso o nascosto nei cibi, semplice, raffinato o grezzo. E’ difficile resistere al suo gusto, ma fa bene o fa male? L’importante è non esagerare senza rinunciare ai piaceri della gola

Tutti sappiamo a cosa serve lo zucchero. Dona quel piacere del gusto dolce che diventa un’abitudine e a volte aiuta a conservare meglio i cibi. Meglio consumarne poco ed usare dolcificanti che non siano troppo raffinati. Semplice, integrale, grezzo o di canna. Qual’è la differenza tra proprietà e caratteristiche dei vari tipi? Bisogna fare chiarezza. Spesso li distingue solo il prezzo e la provenienza. L’apporto calorico e le sostanze nutritive contenute dei vari tipi sono quasi le stesse.

Fa bene o fa male? Come al solito dipende dalle quantità che se ne consuma. I nutrizionisti sostengono da anni che utilizzare troppo zucchero è dannoso per la nostra salute. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il livello di zuccheri aggiunti nella dieta quotidiana con cibi e bevande non dovrebbe superare il dieci per cento dell’energia totale. Non più di cinquanta grammi al giorno ovvero circa dodici cucchiaini. La quantità giusta in realtà è abbastanza difficile da calcolare.

Le etichette nutrizionali sono un valido aiuto ma anche il buon senso aiuta. Anche perchè lo zucchero semplice si trova in gran quantità negli alimenti e bevande dolci più comuni, quelle che piacciono tanto ai bambini. Resta comunque la regola di limitarne l’uso. Ai bambini soprattutto. Merendine, succhi di frutta e bibite sono ricchi di zucchero. Attenzione ai prodotti ‘light’ ricchi di dolcificanti artificiali di cui non si conoscono gli effetti sulla salute.

E persino la dicitura senza zuccheri aggiunti è da valutare. Una bibita arriva a contenere fino a 10 cucchiaini di zucchero, 5 per un succo di frutta. E mentre i problemi di obesità infantile aumentano la stessa Nestlè ha dichiarato che entro il 2020 ci sarà una riduzione del contenuto di zucchero su tutti i prodotti (5% in meno). Niente paura, il sapore rimarrà inalterato. Ma in realtà quali sono le differenze e quale zucchero usare?

Zucchero semplice

Lo zucchero bianco raffinato, il comune saccarosio, proviene dalle radici della barbabietola. Viene sottoposto a una lunga serie di trattamenti negli storici zuccherifici italiani. E’ dannoso ai denti, fa ingrassare e promuove malattie come il diabete e patologie cardiovascolari. Inoltre non è un alimento indispensabile, può essere eliminato o molto limitato senza nessun pericolo.

Oltre a essere contenuto nella barbabietola e nella canna da zucchero sotto forma di saccarosio si trova nella frutta (fruttosio), miele (glucosio), malti da cereali (maltosio) e nel latte (lattosio). E poi si nasconde nei cibi industriali. Compare tra gli ingredienti principali dei dolci più comuni ma si trova anche nella passata di pomodori, nei cereali della prima colazione e nella frutta secca. Basta dare un’occhiata alle etichette.

zucchero semplice bianco

Zucchero di canna

Ma di canna è meglio? Non è detto, anzi… ecco alcune precisazioni. Il viaggio per arrivare in Italia non è certo a impatto zero. Quello di canna grezzo proviene infatti dalle piantagioni dei paesi tropicali e subtropicali. Subisce processi di raffinazione più o meno intensi e il colore non deve trarre in inganno.

Il tipico marroncino è il risultato di miscelazioni di zucchero purificato con melasse ricavate nella fase di lavorazione. Ma attenzione alle etichette. A volte viene colorato con un colorante chimico (E150) solo per apparire più naturale. Di canna integrale è da preferire anche se l’apporto calorico è quasi il medesimo. Subisce meno processi di lavorazione e mantiene alcune sostanze nutritive (poca cosa).

Zucchero di canna integrale

Il sapore risulta meno dolce, più naturale rispetto allo zucchero comune. Per esempio il Mascobado è prodotto tramite un procedimento tradizionale delle Filippine. Ha un colore scuro, è umido e si accompagna a un forte aroma. Si chiama Guarapo quello dell’Ecuador che si ottiene dalla macinatura della canna e si cristallizza tramite evaporazione. Altro tipo è il Panela il suo nome deriva dalla forma con cui è venduto nei mercati dell’Ecuador. In pani avvolti in foglie di mais che vengono grattugiati all’occorrenza. Prima della cottura viene chiarificato e corretto senza l’aggiunta di coloranti.

Vale la pena pagare di più questi zuccheri integrali per zuccherare il caffè e i dolci che consumiamo abitualmente? Sembra di no. Il valore calorico e le sostanze nutritive presenti negli zuccheri integrali sono simili. Inoltre magari si parla tanto di sostenibilità e km zero nel presentare questi prodotti. In realtà preferire lo zucchero italiano vuol dire sprecare meno energia e incentivare la nostra produzione. Anche perchè molti zuccherifici hanno chiuso e altri non se la passano bene.

Esiste un’alternativa allo zucchero? Miele, zucchero d’uva, fruttosio, malto, sciroppo d’agave, sciroppo d’acero, succo di mela sono i sostituti ‘più naturali’. Ma contengono sempre zuccheri semplici facilmente assimilabili. La differenza si gioca sul gusto.