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La partitura di un capolavoro di Beethoven, la Grande Fuga in Si bemolle maggiore, nella sua trascrizione per piano a quattro mani Opus 134, è in mostra in questi giorni a New York. Si tratta di un manoscritto autentico andato disperso e ritrovato nel Luglio scorso. Beethoven lo scrisse negli ultimi mesi di vita, nel 1826, ormai completamente sordo.

L’opera, che si distingue per la sua straordinaria modernità, nacque originariamente come sesto movimento di una delle ultime composizioni di Beethoven, il Quartetto per archi in si bemolle maggiore No. 13 Op. 130. Ma il pubblico della prima non lo comprese, anzi lo contestò aspramente, tanto che l’editore Artaria chiese a Beethoven di sostituirlo. Il Maestro accettò, ma ottenne in cambio che fosse pubblicato come opera autonoma della Grosse Fuge come Opus 133, da cui lo stesso Beethoven trasse la trascrizione per pianoforte, ora ritrovata, Opus 134.

Le prime notizie di questo manoscritto originale risalgono al 1839, 12 anni dopo la scomparsa di Beethoven, e si trovano nel catalogo di un asta tenuta a Vienna, dove fu aggiudicato per 15 fiorini. Dopo vari passaggi, viene menzionato in due successive aste a Parigi e a Berlino, nel 1890. Da allora si sono perse le sue tracce fino al Luglio di questo anno, quando un dipendente del Seminario Teologico di Palmer, in Philadelphia, lo ha ritrovato in un armadio.

Non è la prima volta che da quel seminario emergono documenti musicali di inestimabile valore. Nel 1990 venne trovato un manoscritto di Wolfgang Amadeus Mozart, venduto poi all’asta per 1,5 milioni di dollari. Anche lo scritto di Beethoven, dopo essere stato esposto a NY, verrà battuto all’asta con una stima iniziale tra 1,7 e 2,6 milioni di dollari.

La partitura è costituita da 80 pagine scritte in marrone e nero, ricca di note e correzioni in matita e lapis rosso, con macchie d’inchiostro provocate dalla manica strisciata sul foglio con l’inchiostro non ancora completamente asciutto. Particolari che non mancheranno di suscitare grande interesse tra gli appassionati e gli studiosi del grande compositore tedesco.