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Guardando la storia dell’arte è noto come imperfezioni fisiche o malattie a volte abbiano causato comportamenti tali da far scaturire opere d’arte. Ma nella creazione di musica, è possibile che la perdita dell’udito abbia un ruolo?

Secondo un recente studio la sordità di Beethoven ha avuto una influenza decisiva anche nello stile delle sue composizioni. I ricercatori dello Swammerdam Institute for Life Sciences dell’Università di Amsterdam nei Paesi Bassi hanno analizzato la musica di Ludwig van Beethoven, senza dubbio uno dei massimi compositori della musica classica, nelle diverse fasi della sua vita ed in particolare dal 1801, la prima volta che Beethoven parla nei suoi scritti della sua perdita dell’udito, fino al 1825, anno in cui la malattia lo ha reso completamente sordo.

Ad un certo punto Beethoven non è stato più in grado di comporre la musica che sentiva dalle orecchie, ma si è rivolto al suo mondo musicale interiore e le note alte sono risalite al 4%. Come mai? Secondo i ricercatori in questo periodo Beethoven, malgrado fosse completamente sordo, paradossalmente è stato più libero di comporre musica. Insomma, anche se dirlo sembra un azzardo, forse un capolavoro come la Nona di Beethoven non sarebbe esistita senza la sua sordità.