La batteria è uno strumento tradizionalmente acustico ma l’era tecnologica già da alcuni anni offre anche ai batteristi una serie di gadget elettronici per ampliare la gamma sonora del loro strumento. Nuovi trigger sensoriali promettono ora un ulteriore passo in avanti.

I batteristi amano suonare le batterie acustiche e raramente si innamorano di strumenti elettronici: è una questioni di suono, ma anche di sensibilità. Picchiare su un pad elettronico non darà mai le stesse sensazioni di un tradizionale tamburo di legno. Anche se per loro stessa natura i pad sono controller in grado di trasformare il segnale generato dalla percussione in qualsiasi altro suono, la stessa cosa si può fare utilizzando con una batteria acustica con dei trigger.

I trigger per set acustici vengono utilizzati da qualche anno e sono sensori che appoggiati ad un tamburo o un piatto della batteria, generano un impulso ad ogni colpo trasmettendolo ad un modulo sonoro. Ciò significa che colpendo un tamburo si può suonare via midi qualsiasi cosa. Il limite? La mancanza di dinamica e di sfumature e non a caso i trigger sono utilizzati in generi come l’heavy metal, dove eventualmente servono precisione e definizione del suono.

Sensory Percussion è un sistema che vuole andare oltre i trigger. Come si vede nel video esplicativo, i suoi sensori sensoriali, appoggiati sui tamburi o sui piatti, consentono di mantenere la gamma dinamica, aggiungendo ulteriori possibilità espressive a seconda della posizione in cui si colpisce il tamburo. Diverse aree possono così produrre diversi suoni ed effetti, sia utilizzando moduli sonori che software specifici per la generazione sonora.

Il progetto su Kickstarter ha già ottenuto in pochi giorni quasi gli 80 mila euro richiesti dai suoi inventori per essere prodotto e distribuito sul mercato. Evidentemente anche nei batteristi cresce la voglia di tecnologia per suonare tastiere, pad e altri dispositivi.