basilico

Verde intenso, viola, vermiglio, riccio, a palla, gigante: il basilico ha più di 50 varietà, ma il suo penetrante aroma è inconfondibile. Dona un gusto vivace a qualsiasi pietanza e ben si adatta a ricette tipiche della cucina mediterranea e asiatica. Merito della sua origine?

Tutti consideriamo il basilico una pianta mediterranea, ma in realtà è originario dell’antica India. Pianta sacra e preferita da Vishnu (massima divinità della religione induista), era venerata ed annaffiata tutti i giorni, mentre di notte veniva illuminata con un lumino. Dal Medio Oriente alla Grecia Antica il viaggio del basilico inizia con un poco di diffidenza (si pensava fosse il simbolo dell’odio), una credenza poi abbandonata a favore del lato pratico che questa meravigliosa piantina poteva donare.

Oggi il basilico è diffusissimo nelle regioni calde e temperate, cresce naturalmente nel periodo estivo ma è coltivato regolarmente in serre e vasi. Facile da curare, non può mancare dell’orto casalingo: ogni cuoca che si rispetti deve avere sul giardino o sul balcone di casa qualche piantina di basilico fondamentale per impreziosire salse, insalate, pasta e pizza. Non a caso viene definito il re in cucina, del resto anche l’etimologia del suo nome lo conferma: dal greco antico ‘Basilikon’, quindi regale (erba) regia.

Come coltivare il basilico

La varietà più comune di basilico è l’Ocium basilicum, facile da coltivare ha bisogno di sole, un terreno ricco con un buon drenaggio e una posizione riparata. La stessa cura è riservata alla versione tailandese (Ocium basilicum var. thyrsiflora), caratterizzato da grandi foglie dall’aroma particolarmente intenso, mentre sono decisamente più piccole e allungate quelle del basilico greco dal profumo più dolce. Impossibile non citare il basilico genovese dalle foglie larghe di varie dimensioni (dipende dalle varietà: gigante, nano e comune) ideale per la preparazione del pesto e quello napoletano per la salsa al pomodoro.

Per prolungare la fase vegetativa è bene eliminare le infiorescenze (dopo la fioritura il potere aromatico delle foglie si riduce notevolmente) per evitare che le foglie prendano un gusto amaro. Raccogliere le foglie singolarmente o gli steli interi per favorire la crescita a cespuglio. Mai cuocerlo, è una pianta delicata che perde facilmente le sue proprietà

Conservazione e proprietà basilico

La migliore forma di conservazione per il basilico in generale è quella in olio di oliva extravergine. L’impiego di quest’olio di conservazione può essere fatto per condire la pasta in un piatto delizioso nella sua semplicità, mentre l’essiccazione è consigliabile per quello napoletano. In frigorifero si può conservare qualche giorno avvolto in un canovaccio da cucina mentre le foglie si possono congelare o conservare sotto sale per parecchi mesi.

Quali sono le proprietà terapeutiche di questa pianta? Si parte dal suo penetrante aroma come un profumo inebriante che dona allegria e gioia di vivere, per arrivare all’uso in caso di cattiva digestione e nausea. Inoltre allevia il mal di testa e combatte la congestione nasale in caso di malattie da raffreddamento. E allontana le zanzare.

Annusare le foglie può essere un valido antidoto contro stati d’animo negativi e l’affaticamento mentale. Anche quando andate ad acquistarne una piantina, per scegliere la varietà preferita odorare o anche assaggiare una fogliolina non farà di certo male…