Avete presente i Doodle, le animazioni che Google ogni tanto inserisce nella home del suo motore di ricerca per qualche anniversario o personaggio degno di nota? A potersene fregiare anche Bartolomeo Cristofori, nato a Padova 360 anni fa e considerato il vero inventore del pianoforte.

Bartolomeo Cristofori (1655-1731) assunto al servizio del Gran Principe Ferdinando de ‘Medici non volle limitarsi alla semplice manutenzione della sua collezione di clavicembali e strumenti musicali, ma piuttosto all’invenzione di nuovi strumenti. Le carte già dal 1700 parlano del suo Arpicembalo, strumento a tastiera che contrariamente al clavicembalo poteva colpire le corde e lasciarle risuonare grazie ad un meccanismo a scappamento.

Esistono ancora tre esemplari del pianoforte inventato da Cristofori: al Metropolitan Museum of Art di New York City, al Museo di Strumenti Musicali di Roma e al Musikinstrumenten dell’Università di Lipsia. Il pianoforte del Metropolitan, costruito nel 1720, è il più antico pianoforte sopravvissuto: esteriormente simile a un clavicembalo, ha 54 tasti al posto degli attuali 88, una sola tastiera senza possibilità di smorzare le vibrazioni e un suono molto diverso dai pianoforti a coda moderni. Una sorta di clavicembalo con un suono più forte e più brillante ma senza le capacità espressive dinamiche attuali, adatto ad accompagnare solisti o piccoli ensemble piuttosto che essere utilizzato in grandi orchestre.

L’Arpicembalo, vero precursore del pianoforte, era molto complesso e costoso e i suoi progetti furono elaborati in Europa nei decenni successivi, ad esempio in Spagna dove cinque esemplari furono acquistati dalla regina Maria Barbara de Braganza di Spagna, a cui si devono le prime composizioni dedicate al pianoforte scritte da Lodovico Giustini (1685-1743) e dedicato a Don Antonio del Portogallo, zio di Maria Barbara e studente di Scarlatti.

Successivamente il pianoforte fu sviluppato in Germania per mano dell’organista di corte Gottfried Silbermann (1683-1753) che incominciò a costruirli nel 1730. Un primo modello dato in prova a Johann Sebastian Bach (1685-1750) fu scartato perchè con meccanismo dei tasti troppo duro per suonare gli abbellimenti utilizzati nelle composizioni. I successivi miglioramenti di Silbermann e Cristofori ebbero più successo e furono acquistati da Federico il Grande, re di Prussia (1740-1786) e lo stesso Bach arrivò a diventare un agente di vendita per i suoi strumenti estendendo l’utilizzo nell’Europa centrale dopo la morte del liutaio padovano.

Da allora il pianoforte ha un ruolo fondamentale nella musica occidentale per la sua versatilità e gamma dinamica, melodica e armonica. Da Mozart in poi, virtuosi e compositori nella musica calssica e poi nel jazz hanno sviluppato un enorme repertorio per piano solo, da camera o orchestra. Considerato lo strumento principe da professionisti e dilettanti, dalla fine del ‘900 è divenuto anche un simbolo nelle case delle famiglie borghesi europee o del Nord America. Nell’era di internet e malgrado la televisione da mille pollici sia diventata il nuovo totem delle case, non può che inorgoglire vedere il nome di un italiano in cima a Google.