Barca a vela deriva

Dalla barca a vela deriva fino ai cabinati come iniziare a navigare su mari e laghi? Il bello di navigare spinti dal vento comincia da piccole derive per principianti, piccole barche economiche per imparare e fare regate

La barca a vela è un bellissimo sport da praticare al mare o sul lago, da soli o in compagnia. Unisce tattica, forza, amore e sensibilità per la natura e i suoi elementi. Contrariamente a ciò che si pensa, specie in Italia, non è nemmeno una attività estremamente costosa.

La barca a vela non è uno sport per ricchi: l’unica ricchezza che conta avere è la passione. Certo meglio lasciar perdere quelle specie di navi a tre alberi ormeggiate nei porti delle località turistiche. Con quel tipo di barche si fa nautica da diporto, ovvero si fa turismo per mari o traversate oceaniche. Ciò a cui pensiamo non definendolo uno sport per ricchi sono le cosiddette derive. Si tratta di imbarcazioni a vela di piccole dimensioni, perfette per imparare a navigare e per fare regate sia al lago che al mare. Sono derive ad esempio gli Optimist utilizzati dai bambini nelle scuole veliche, ma esistono tante altre classi di barche a vela di piccole dimensioni e non cabinate.

Le barche a vela a deriva sono adatte sia a principianti che a bambini e adulti e sono il modo migliore per avvicinarsi questo mondo.

Barca a vela deriva

La federazione internazionale della vela contempla ufficialmente 39 classi di derive. Si parte da quelle singole come il Laser, adatte alla navigazione di una persona e si sale a quelle per due persone o più. Una deriva singola solitamente è dotata solo di randa in mano al timoniere, le altre aggiungono anche fiocco e spinnaker manovrate dal prodiere. Tra questi modelli per due persone spiccano ad esempio il 420 o 470, barche perfette per imparare ma che hanno buone doti di velocità.

Le barche a vela a deriva usate possono costare quanto una buona bicicletta da corsa. Ovviamente in questo sport non è necessario fare regate o arrivare primi alle Olimpiadi, che pure contemplano le gare tra queste imbarcazioni che negli ultimi anni sono diventate sempre più leggere, performanti e divertenti. Un esempio di ciò che presenta il mercato delle derive lo si può trovare in questo articolo in lingua inglese.

Barca a vela per principianti

Imparare ad andare in barca a vela non è difficile. Per gli adulti e i giovani in Italia ci sono molte scuole e corsi sparsi un pò ovunque sul territorio. Dalla storica Caprera fino ai vari circoli della Lega Navale Italiana che offrono corsi per bambini e adulti, nei laghi e lungo le coste italiane. D’altronde in Italia si stima ci siano circa mezzo milione di praticanti, di cui 100 mila sono velisti che partecipano alle regate organizzate dalla Federvela.

Essere velisti significa abbandonare il superfluo, almeno in barca. Per tutti arriva il momento in cui si comprende che la vera forza è quella del mare, del vento o del silenzio. Con una piccola deriva sembra di tenere il vento tra le mani. Navigare con un cabinato in crociera nei nostri mari tranquilli in estate può essere meno divertente sotto il profilo sportivo, ma si aggiunge il fascino del viaggio. Dai bambini passando agli adulti fino ai nonni: tutti possono imparare a navigare facendo esperienze uniche e in buona compagnia.

Barca a vela per bambini

Andare in barca a vela con bambini è divertimento puro, oltre che un modo fantastico per trasmettere l’amore per il sole, il vento e l’acqua facendoli sentire parte di un progetto. Ma non solo. Oltre a tutte le implicazioni sul fisico, può essere una vera e propria scuola di vita che insegna l’importanza del lavoro di squadra, la geometria, il rispetto della natura e l’arte della pazienza.

In barca a vela è compito dell’equipaggio armare, ovvero preparare una barca a vela alla navigazione. Si tratta di un rituale che parte dalla pulizia dello scafo e degli elementi e finisce con la messa in acqua. Ancora prima delle andature si imparano i nomi dei venti e delle parti della barca, i nodi marinareschi e le tecniche di manovra. Servono buone doti di equilibrio e bisogna sapere organizzare compiti e lavoro. In mezzo al lago o al mare c’è silenzio e tra le onde c’è tempo per parlarsi e conoscersi. Ma quando arriva il vento forte è pura adrenalina, avventura e una sfida che mette alla prova.