primavera botticelli bach

Il 20 marzo è il primo giorno di primavera. Sbocciano i fiori ma anche le note. In questo data di marzo nel 1685 è nato Johann Sebastian Bach e da allora il significato della parola musica, non solo classica, non è più stato lo stesso

Johann Sebastian Bach è riconosciuto come uno dei maggiori geni della storia della musica. Ad oltre 260 anni dalla sua scomparsa praticamente non esiste genere dalla classica, al jazz, fino alla musica pop che non sia stato influenzato in qualche modo dalle sue composizioni. Il 20 marzo del 1685 oltre a rappresentare il fenomeno astrologico dell’equinozio, probabilmente è anche un inizio di tutto ciò che è armonia e melodia come lo intendiamo oggi.

In primavera la natura si risveglia e i fiori cominciano a sbocciare ma per la musica classica, popolare, jazz e pop questa data è ancora più particolare. Se dovessimo cercare qualcuno da ringraziare per tutto il ben di Dio di note ed emozioni che in musica accompagna la nostra vita, probabilmente questo qualcuno sarebbe proprio Johann Sebastian Bach. Eppure di certo non tutti conoscono il suo nome e ben pochi saprebbero riconoscere la sua musica.

Se facessimo ascoltare musica di Bach a persone prese a caso in strada, la maggioranza verosimilmente la riterrebbe musica noiosa. Tocca farsene una ragione. Le colpe sono da distribuire in decenni di malcelata ignoranza della classe politica e dirigente, assecondata da una carente gestione culturale in ambito musicale. Il pubblico va formato e non abbeverato con cose di cattiva qualità. Però se per una volta vogliamo ispirarci al meglio e non al peggio, l’unico modo per essere davvero rivoluzionari è cercare di capire perché Bach è da ascoltare indipendentemente da tutto e da tutti.

La musica ai tempi di Bach

Tra ‘600 e ‘700 in Germania non c’era Spotify ma di musica se ne faceva e ascoltava molta. Lutero con la sua riforma che introduceva canti religiosi e corali accompagnati dall’organo in grado di guidare i fedeli. I concerti serali che andavano oltre le cerimonie religiose. L’organista di chiesa o di corte con i regnanti più illuminati erano smaniosi di ostentare complessi musicali, formare bravi musicisti di corte.

C’erano tante associazioni private in ambito universitario che svolgevano attività musicale con studenti musicisti e virtuosi pronti a sfidarsi. Inoltre anche per il popolo e tra i cittadini di ogni censo, era diffusa l’abitudine di suonare a compleanni feste e battesimi. Fare musica era insomma una cosa bella, viva, importante anche da un punto di vista sociale e perfino economico.

Chi era Johann Sebastian Bach

Anche se non esisteva ancora X Factor (!), chi aveva voglia di suonare e ne dimostrava le capacità, aveva insomma a disposizione un terreno fertile in cui mettersi alla prova e sviluppare il proprio talento. Bach seppe sfruttare le occasioni che gli si presentarono molto bene, stimolato anche dalla famiglia. Padre, zii, cugini e fratelli erano tutti musicisti e lui non fu da meno.

Cominció con il canto ma poi si dedicó a clavicembalo, violino, viola e organo. Come organista trovò il primo vero lavoro nella città di Arnstadt. In quasi 60 anni di carriera Bach ha suonato e scritto musica sacra, da camera e musica per imparare scritta per i suoi studenti. Alla fine ci ha lasciato un gran numero di opere straordinariamente originali, virtuosistiche, geniali, malinconiche, equilibrate, tendenti all’improvvisazione, disciplinate ricreative. Si chiama arte: apriamo le finestre alla primavera e facciamola entrare.

Capolavori Bach composti dalla moglie?

In tutta questo trionfo di poesia e creatività non poteva fare occhiolino un pò di gossip. Siamo sicuri che i capolavori di Bach siano frutto della sua prodigiosa mente e non di quella della moglie? Detta così sembrerebbe una notizia da rotocalco piuttosto che provenire da affermati ricercatori di musica classica. Eppure l’ennesima rivincita delle donne in campo musicale potrebbe avverarsi sfatando un dominio tutto maschile.

Il problema è che ora un tale Martin Jarvis, professore di musica alla Charles Darwin University, mette in dubbio la paternità di alcune composizioni, affermando che potrebbero essere opera della moglie. Lo studioso ha analizzato gli spartiti originali scritti a mano di opere attribuite a Johann Sebastian Bach, tra cui le famose Variazioni Goldberg e la Suite per violoncello. Ha scoperto che la 19 enne Sig.ra Magdalena, giovane seconda moglie di Bach e cantante, oltre ad aiutare nella trascrittura dei brani il marito, probabilmente ha fatto qualcosa di più.

L’opera della moglie di Bach non riguarderebbe solo correzioni e appunti, ma potrebbe trattarsi di qualcosa più di una semplice copiatura. Eseguito con tratto lento e pesante, il suo lavoro potrebbe essere stato piuttosto di tipo creativo. Per avvalorare la sua ricerca il prof. Jarvis ha realizzato un documentario ‘Written by Mrs Bach’ che se trovasse ulteriori conferme potrebbe non solo trasformare la storia della musica ma anche quella sociale, sfatando l’opinione comune e incontrastata secondo cui i più famosi compositori del passato fossero esclusivamente uomini.