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Auto elettriche economiche da città o per lunghi viaggi nei weekend? Le novità di startup e case automobilistiche tra automobili full electric, ibride e plug in per la mobilità del futuro: prezzi, caratteristiche, autonomia e design modelli

Nuove auto elettriche si affacciano nei listini delle case automobilistiche e il futuro sembra sempre più a portata di mano con i recenti progressi della tecnologia che consentono di sviluppare modelli perfetti per un utilizzo quotidiano. Dopo che piccole startup e nuove realtà industriali hanno rotto il ghiaccio nel campo della mobilità sostenibile, l’interessante sfida di produrre veicoli innovativi ad un prezzo accessibile è ora affrontata con grande convinzione da tutte le grandi case automobilistiche.

L’auto elettrica fa parte di una nuova coscienza ecologica che sembra essere finalmente arrivata anche tra gli automobilisti. Ecco perchè Volkswagen, Renault, Volvo ma anche Bmw ed Audi stanno facendo a gara per presentare nel breve periodo modelli di auto elettriche economiche capaci di sostituire i motori a benzina e diesel con autonomia di oltre 400 chilometri con un pieno di energia. Perchè il futuro della mobilità, totalmente elettrico o ibrido che sia, si gioca essenzialmente su due caratteristiche fondamentali per gli automobilisti di tutto il mondo: prezzi e autonomia.

Auto elettriche inquinano meno?

Gli italiani amano le automobili e le usano anche per piccoli spostamenti, ma le sostituiscono dopo molti anni. 64,4 autovetture ogni 100 abitanti è un record poco invidiabile in Europa, ma lentamente sta cambiando mentalità anche da noi con il car sharing e il noleggio a breve e lungo termine che avanzano. A svecchiare il parco macchine nel frattempo ci pensano le nuove leggi anti inquinamento che limitano sempre più l’utilizzo di veicoli diesel molto inquinanti.

Le vecchie automobili con motori diesel Euro 4 presto usciranno di scena, almeno nelle grandi città, mentre negli anni a venire toccherà anche alle Euro 5, già vietate nei giorni particolarmente inquinati. In questo contesto chi deve acquistare una nuova autovettura, è chiaro si ponga più di una domanda. Se i diesel verranno banditi dalle strade, è meno inquinante un motore a benzina di nuova generazione, un veicolo ibrido o uno completamente elettrico?

L’elettrificazione dei mezzi è diventa una esigenza imposta dalle nuove norme ambientali e di marketing, ma a livello di impatto ambientale le auto elettriche sono davvero meno inquinanti? Si tratta di calcoli complicati certificati da studi come From laboratory to road, che tengono conto delle emissioni dovute ad ogni ciclo di vita della macchina, compreso la ricarica da fare con energia più o meno alternativa. I recenti studi comunque sostengono che tra fabbricazione, utilizzo e smaltimento, i mezzi 100% elettrici dopo 3 anni di vita hanno un impatto minore sull’ambiente, e dopo 15 anni di vita emettono circa un quarto di C02 di un’auto termica tradizionale.

Auto elettriche ibride o plug in

Quando si parla di auto elettriche è necessario distinguere le varie categorie presenti sul mercato che comprendono modelli elettrificati del tutto o in parte. L’auto elettrica sul gradino più alto dell’elettrificazione, che funziona esclusivamente a batteria ed è davvero a zero emissioni, viene definita come Ev (Electric Vehicle). La sigla Ev Range Extended indica modelli che, pur funzionando in modalità totalmente elettrica, aggiungono comunque un piccolo motore termico per aumentare la percorrenza in caso di emergenza.

Le Plug-in Hybrid Electric Vehicle (Phev) hanno sia un motore termico che uno elettrico, entrambi con la possibilità di essere rifornite a benzina o tramite colonnine di ricarica. Nelle macchine Full Hybrid invece non c’è questa possibilità, malgrado la presenza del doppio motore termico ed elettrico, che può percorrere comunque alcuni chilometri in modalità zero emissioni. Nelle auto elettriche Mild Hybrid il motore elettrico entra in fuunzione solo per aiutare quello termico, per trasferire maggiore potenza o diminuire il consumo di carburante.

Sul gradino più basso dell’elettrificazione ci sono le macchine Micro Hybrid, la cui componente elettrica serve solamente per accendere o spegnere il veicolo al semaforo, piuttosto che di avavanzare al semaforo a velocità ridotta senza consumare e inquinare. Rispetto ai motori termici le auto ibride non solo inquinano meno ma consumano anche meno carburante. Alla fine il risparmio per gli automobilisti che percorrono un chilometraggio medio, secondo alcuni calcoli sarebbe di cica 500 euro all’anno.

Auto fuell cell a idrogeno

Le auto elettriche Fuell Cell invece funzionano con motori elettrici alimentati a batteria la cui ricarica non avviene tramite presa elettrica, ma da celle a combustibile alimentate ad idrogeno. L’auto a idrogeno sfrutta un gas naturalmente presente in natura e nell’universo. Per renderlo disponibile come combustibile, serve un processo di separazione che può avvenire in diversi modi sostenibili, dai rifiuti e dall’acqua utilizzando energia alternativa. L’idrogeno è altamente infiammabile e per il suo stoccaggio vengono utilizzati appositi serbatoi molto resistenti, ma Toyota, Honda e Lexus stanno investendo molto in questa tecnologia e anche il governo Giapponese è pronto ad offrire gli aiuti necessari.

L’auto a idrogeno non è fantascienza, ma una macchina reale che può percorrere fino a 500 km con un pieno di idrogeno fatto in meno di cinque minuti. Già in commercio è la Toyota Mirai, presentata come prototipo al salone dell’auto di Los Angeles già nel 2014 e nel frattempo diventata sempre più affidabile avendo superato una serie di test durati 10 anni con milioni di chilometri percorsi sulle strade in qualunque condizione di gelo e caldo torrido. Venduta a circa 80 mila euro, ha un aspetto insolito perché la tecnologia a idrogeno ha bisogno di un sistema di raffreddamento speciale.

Dopo avere superato lo scoglio della sicurezza e degli aspetti tecnici, per diffondere su larga scala le auto elettriche ad idrogeno e a celle di combustibile come anche la Honda Clarity, servirà sviluppare una rete di stazioni per il rifornimento. In Giappone sono stati stanziati 1,5 miliardi di dollari pe lo sviluppo di questa tecnologia pulita, ma ci vorranno anni affinchè si sviluppi una qualità sufficiente di infrastrutture per veicoli di questo tipo. Le stime parlano di una quota di auto a idrogeno nel mondo del 10% nel 2035 e del 26% nel 2050. Come sempre accade, solo allora i costi potranno scendere e i prezzi di vendita diventeranno accessibili a tutti.

Mercato auto elettriche

Attualmente il mercato delle auto elettriche in Europa riguarda il 2% dei nuovi veicoli immatricolati, ma la progressione negli anni è a doppia cifra. Se in Italia manca ancora una reale percezione del problema inquinamentoo e delle sue soluzioni, in tutta Europa calano le vendite di diesel e ci sono paesi del nord Europa dove la mobilità elettrica sta facendo passi da gigante. La Svezia ad esempio si è data l’obiettivo di eliminare dalle strade tutte le automobili alimentate a combustibili fossili entro il 2030 e il 60% degli svedesi considera di passare all’auto elettrica nei prossimi anni. L’Olanda ha annunciato di volere eliminare le auto a benzina e diesel entro il 2025.

Dove non arriva la consapevolezza e il marketing ci pensano gli incentivi economici a fare scegliere i modelli a batteria. In Italia, in mancanza di adeguate infrastrutture, sono cresciute di molto le vendite di veicoli ibridi che non hanno bisogno di ricarica. In paesi come Cina e Norvegia invece non solo si risparmia sul prezzo di acquisto, ma anche su servizi come traghetti e assicurazione. In Cina secondo le previzioni governative le auto a zero emissioni dovrebbero rappresentare il 25% di quelle vendute entro il 2025.

Per l’industria dell’automotive quella dell’elettrico è una delle rivoluzioni più grandi della storia, dato che la transizione tra motori a benzina e diesel e propulsione ad impatto zero avrà importanti ripercussioni anche dal punto di vista economico ed occupazionale. Un’auto elettrica ha meno componenti che significano meno lavoro per un enorme indotto tra ricerca, montaggio e assemblaggio finale. Motori puliti ed aria migliore non è detto che non abbiano un costo sociale molto elevato.

Nuovi modelli auto elettriche

Per l’organizzazione indipendente Transport and environment nei prossimi anni arriveranno decine i nuovi modelli elettrificati di piccola e media taglia, ma anche del segmento premium, destinati a conquistare defitivamente il mercato. Secondo altre stime contenute nell’Electric vehicle outlook elaborato da Bloomberg, il sorpasso delle auto elettriche su quelle a benzina o diesel arriverà tra il 2035 e il 2040, quando nel mondo verranno vendute 56 milioni di auto Ev o Ibride Plug-in. Tra 20 anni il 30% dei veicoli in tutto il mondo, ovvero oltre 1,5 miliardi di mezzi, saranno completamente o parzialmente elettrificati.

Sul mercato ci sono auto elettriche di successo come la Nissan Leaf già acquistata da centinaia di migliaia di automobilisti in tutto il mondo, ma sono in arrivo molte altre novità. Honda-e è l’elettrica della casa del sol levante studiata per il mercato europeo, piccola e dal costo sostenibile con un design vintage capace di catturare ed un sistema di infotainment all’avanguardia. La Volkswagen id3 si propone come auto elettrica per tutti con una autonomia fino a 500 km ed un costo che parte da circa 30 mila euro. Ma alla rivoluzione della mobilità sostenibile non può che partecipare anche un modello storico come la 500 Fiat.

In attesa della 500e Fiat, alla fine non è escluso che l’impulso decisivo al cambiamento arriverà anche da piccole startup che, pur trovandosi al di fuori dalle grandi dinamiche economiche, possono influire fortemente sulla percezione del pubblico. Lo dimostra il successo avuto dalla berlina sportiva di lusso elettrica Tesla Model S e da quanto fanno parlare di sè i prototipi di alcune piccole e innovative auto elettriche economiche.

Nuove batterie rivoluzionarie

Oltre al prezzo delle auto elettriche destinato a calare negli anni con un’ampia diffusione sul mercato, abbiamo visto che l’altro aspetto delicato della mobilità a zero emissioni è l’autonomia. Per questo motivo nei laboratori e centri di ricerca vengono studiate nuove batterie al litio o in altri materiali che promettono di eliminare tutte le attuali criticità in termini di costi, ciclo di vita, capacità di accumulare energia e velocità di ricarica. Secondo il Battery price survey di Bloomberg, i prezzi attuali delle batterie al litio sono calati in modo consistente fino quasi alla soglia di pareggio con i mezzi a benzina.

Prototipi di super batterie economiche e senza cobalto per i catodi sono state create da Ibm e sembra raggiuingano l’80% di carica in 5 minuti. La Tesla sta studiando potenti accumulatori al litio grafite, mentre nell’Università della Pensilvania, scaldando le celle al litio prima della carica, si riesce a caricare la batteria di un’auto per garantire 320 km di autonomia. In Illinois dei ricercatori universitari hanno sviluppato un sistema di ricarica 7 volte più potente usando anidride carbonica, mentre la società Terawatt Tecnology sembra sia riuscita a produrre il doppio di potenza con modelli allo stato solido senza alcun liquido.

Nuove batterie rivoluzionarie sono anche quelle progettate direttamente da Bmw in un apposito centro di ricerca in cui sono stati investiti centinaia di milioni. In pochi anni gli ingegneri della casa tedesca sostengono si possa arrivare ad una capacità di accumulare energia doppia rispetto a quella attualmente disponibile sulla Bmwi3 che attualmente può percorrere fino a circa 300 km.

Ricarica auto elettriche condivisa

Abbiamo visto che le auto elettriche sono la nuova frontiera della mobilità sostenibile per limitare l’inquinamento dell’aria nelle grandi città. Ma se da un lato la tecnologia consente la produzione di nuovi modelli dall’autonomia sempre maggiore, che percorrono con una sola ricarica centinaia di chilometri, rimane comunque il grande problema della carica delle batterie. Lo sviluppo di colonnine di ricarica sulle strade non ha ancora raggiunto livelli soddisfacenti da renderle competitive con i modelli a benzina.

In Svezia, nazione all’avanguardia sui temi della sostenibilità, hanno pensato di creare Elbnb, un nuovo servizio di ricarica di auto elettriche sociale, sul modello di Airbnb per la condivisione delle case. Come funziona? In pratica chi dispone di un box privato o di una presa di corrente standard a livello della strada, può iscriversi al servizio, indicare la posizione su una mappa e il prezzo orario a cui vuole offrire energia, trasformando la propria presa di corrente in una stazione di ricarica per altri proprietari di veicoli elettrici.

In Italia c’è anche chi come Edison ha lanciato un servizio per gestire la ricarica della propria auto in autonomia. Si va dalla ricarica domestica privata, fino ai servizi dedicati a flotte di auto aziendali, per parcheggi di centri commerciali o hotel, ma anche di comuni o enti pubblici, eventualmente alimentati con pannelli fotovoltaici.

Prototipi auto elettriche

Oggi tutti sono attenti ai nuovi modelli di auto elettriche, ma non saremmo arrivati a questo punto senza i prototipi come l’avveniristica Vision S della Sony usciti negli scorsi anni ad opera di inventori visionari come Jerry Kroll, ex pilota e imprenditore canadese della Electra Meccanica. La sua Solo è un’auto elettrica lunga 3,04 metri che dichiara una autonomia di 160 Km, una potenza di 80 cavalli e 190 Nm di coppia, che significano una accelerazione da 0 a 100 in 8 secondi per una velocità massima limitata a 130 Km/h.

Questa piccola tre ruote ha un grande bagagliaio di 285 litri, ma ciò che stupisce è il prezzo davvero conveniente, dato che è venduta ad un prezzo inferiore ai 20 mila dollari canadesi, ovvero circa 13.800 euro. Il design di questa auto elettrica certo può sembrare un pò strano: frontalmente sembra una berlina normale ma girandoci intorno è innegabile che sembra mancare di qualcosa. Le prestazioni e il prezzo decisamente conveniente la rendono però un veicolo ideale per gli spostamenti tra casa ufficio in città, ma anche per i pendolari che tutti i giorni devono affrontare trasferte di qualche decina di chilometri.

Viaggiare senza inquinare facendo il pieno ad un costo davvero irrisorio con la Solo è una realtà. L’autovettura si carica anche con una presa normale in 3 o 6 ore, dipende se l’alimentazione è 110v o 220v, e tra gli equipaggiamenti comprende riscaldamento, alzacristalli elettrici e retrovisori riscaldabili. Evidentemente in Canada badano alla sostanza: che sia la mossa giusta? Giudicatelo voi, magari dopo aver dato un occhio al video qui di seguito.

Auto da corsa ad energia solare

Tra gli esperimenti di auto elettriche del futuro c’è quello di Onda Solare associazione sportiva che si occupa di mobilità sostenibile, in particolare di veicoli ad energia fotovoltaica. Una loro auto elettrica sviluppata con la partecipazione di docenti, studenti e giovani ricercatori dell’Università di Bologna e del CNR, ha partecipato alla quarta edizione della Carrera Solar Atacama in Cile accanto ad auto provenienti da tutto il mondo alimentate con pannelli solari.

Ogni anno queste competizioni si svolgono in tutto il mondo soprattutto per verificare direttamente sul campo l’efficienza energetica dei modelli e il progresso tecnologico raggiunto in questi anni. La sfida di Onda Solare per il futuro è progettare un’auto italiana ad energia solare omologata per uso stradale con una batteria capiente capace di immagazzinare energia pulita. Un progetto ambizioso e di grande valore che coinvolgerà ingegneri, tecnici e studiosi universitari ma anche sponsor e appassionati di tecnologia sostenibile.

Rumore auto elettriche

Tra qualche anno le nuove auto elettriche probabilmente sostituiranno del tutto i rumorosi ed inquinanti motori a scoppio con motori elettrici a zero emissioni, anche da un punto di vista acustico. L’inquinamento delle auto benzina e diesel non riguarda solo l’aria ma anche il rumore del traffico che fa male alla lunga provoca stress e gravi disturbi all’apparato cardiocircolatorio. Un’auto elettrica produce un rumore impercettibile di circa 3db a basse velocità, mentre a 60 chilometri orari il suono è pargonabile a quello di un normale aspirapolvere.

I progettisti di automobili che hanno sempre cercato di ridurre rumori e fruscii interni all’auto, ora si trovano a fare i conti con un altro problema: il rumore delle auto elettriche non c’è ma bisogna invertarselo per la di sicurezza di pedoni, ciclisti o non vedenti. La questione è in discussione al Parlamento Europeo che, vista l’accelerazione del mercato delle auto ibride o elettriche, ha studiato una norma per obbligare i costruttori a farle suonare, magari tutte allo stesso modo, sotto i 20 Km/h. Un rumore che le renda riconoscibili e che non trasformi le città in una jungla di suono addirittura peggiore di quello attuale.

Anche il Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti (DOT) sta studiando una norma per rendere obbligatorio il rumore nelle auto elettriche che dovranno essere dotate di un altoparlante nella parte inferiore dell’auto. Nello studiare il rumore delle auto elettriche ci sono ovviamente da rispettare le regole sull’inquinamento acustico. Per non annullare il vantaggio dei nuovi motori silenziosi si tratta di arrivare ad un compromesso tra sicurezza e confort, ma non solo.

Rombo del motore elettrico

Inutile sottolineare come in ambito motoristico non tutti siano appassionati del silenzio, ma anzi come il rombo del motore sia una caratteristica essenziale e irrinunciabile, specie nelle auto da corsa o sportive. I costruttori si stanno attrezzando anche a questo aspetto tanto che Audi dispone di un vero e proprio studio di registrazione digitale in cui vengono progettati i suoni delle auto elettriche. Utilizzando sintetizzatore e tracce audio campionate è stato sviluppato un sistema denominato e-sound che genera il suono in tempo reale tenendo conto diversi parametri come le velocità del veicolo e rotazione del motore

Ogni modello di Audi a seconda degli allestimenti e in particolare della potenza del motore, sarà contraddistinto da un suono unico che gli ingegneri hanno voluto importante ma non invadente. Si è cercato insomma di a unire l’atmosfera tranquilla della tradizionale esperienza di guida elettrica con il piacere di guida e la sicurezza di viaggio, specie in ambienti urbani. Ammesso che pedoni e ciclisti non riescano a notare prima questo bolide che sfreccia nelle vie della città.