Auto elettriche economiche c’è futuro

Le migliori auto elettriche economiche per spostarsi in città e fare viaggi nei weekend? La sfida di startup e case automobilistiche per la mobilità del futuro: prezzi, caratteristiche, autonomia e design dei modelli più interessanti

In Italia si parla sempre più di auto elettriche e anche se qualcuno crede si tratti di un futuro lontano, i recenti progressi della tecnologia consentono già di sviluppare modelli perfetti per un utilizzo quotidiano. Dopo che piccole startup e nuove realtà industriali hanno rotto il ghiaccio nel campo della mobilità sostenibile, l’interessante sfida di produrre veicoli innovativi ad un prezzo accessibile è ora affrontata con maggiore convinzione dalle grandi case automobilistiche.

Ora che una nuova coscienza ecologica sembra essere finalmente arrivata anche tra gli automobilisti, Volkswagen, Renault, Volvo ma anche Bmw ed Audi stanno facendo a gara per presentare modelli capaci di sostituire nel breve periodo i motori a benzina e diesel con auto elettriche economiche che arrivano a percorrere oltre 400 chilometri con un pieno di energia. Il futuro elettrico o ibrido che sia, si gioca essenzialmente su due caratteristiche fondamentali per gli automobilisti di tutto il mondo: prezzi e autonomia.

A svecchiare il parco macchine nel frattempo ci pensano le nuove leggi anti inquinamento che limitano sempre più l’utilizzo di veicoli diesel molto inquinanti. Le vecchie automobili con motori diesel Euro 4 presto usciranno di scena, almeno nelle grandi città, mentre negli anni a venire toccherà anche alle Euro 5. In questo contesto chi deve acquistare una nuova autovettura, è chiaro si ponga più di una domanda. Se i diesel verranno banditi dalle strade, meglio scegliere un motore a benzina di nuova generazione, un veicolo ibrido o uno completamente elettrico?

Mercato delle auto elettriche

In Italia non c’è ancora una reale percezione del problema inquinamento e delle sue soluzioni, ma ci sono paesi del nord Europa dove la mobilità elettrica sta facendo passi da gigante. La Svezia ad esempio si è data l’obiettivo di eliminare dalle strade tutte le automobili alimentate a combustibili fossili entro il 2030 e il 60% degli svedesi considera di passare all’auto elettrica nei prossimi anni. L’Olanda ha annunciato di volere eliminare le auto a benzina e diesel entro il 2025. Dove non arriva la consapevolezza ci pensano gli incentivi economici a fare scegliere i modelli a batteria specie in paesi come Cina e Norvegia dove non solo si risparmia sul prezzo di acquisto, ma anche su servizi come traghetti e assicurazione.

Nel frattempo sul mercato ci sono auto elettriche di successo come la Nissan Leaf già acquistata da centinaia di migliaia di automobilisti in tutto il mondo. Alla fine non è escluso che l’impulso decisivo al cambiamento arriverà da piccole startup che, pur trovandosi al di fuori dalle grandi dinamiche economiche, possono influire fortemente sulla percezione del pubblico. Lo dimostra il successo avuto dalla berlina sportiva di lusso elettrica Tesla Model S e da quanto fanno parlare di sè i prototipi di alcune piccole e innovative auto elettriche economiche che vedremo in questo articolo.

Prototipi auto elettriche

Tra i prototipi più interessanti usciti negli scorsi anni c’è il modello Solo della Electra Meccanica di Jerry Kroll, ex pilota e imprenditore canadese. La sua è un’auto elettrica lunga 3,04 metri che dichiara una autonomia di 160 Km, una potenza di 80 cavalli e 190 Nm di coppia, che significano una accelerazione da 0 a 100 in 8 secondi per una velocità massima limitata a 130 Km/h. La piccola tre ruote ha un grande bagagliaio di 285 litri, ma ciò che stupisce è il prezzo davvero conveniente, dato che è venduta ad un prezzo inferiore ai 20 mila dollari canadesi, ovvero circa 13.800 euro.

Il design di questa auto elettrica certo può sembrare un pò strano: frontalmente sembra una berlina normale ma girandoci intorno è innegabile che sembra mancare di qualcosa. Le prestazioni e il prezzo decisamente conveniente la rendono però un veicolo ideale per gli spostamenti tra casa ufficio in città, ma anche per i pendolari che tutti i giorni devono affrontare trasferte di qualche decina di chilometri.

Viaggiare senza inquinare facendo il pieno ad un costo davvero irrisorio con la Solo è una realtà. L’autovettura si carica anche con una presa normale in 3 o 6 ore, dipende se l’alimentazione è 110v o 220v, e tra gli equipaggiamenti comprende riscaldamento, alzacristalli elettrici e retrovisori riscaldabili. Evidentemente in Canada badano alla sostanza: che sia la mossa giusta? Giudicatelo voi, magari dopo aver dato un occhio al video qui di seguito.

Auto da corsa ad energia solare

Tra gli esperimenti di auto elettriche del futuro c’è quello di Onda Solare associazione sportiva che si occupa di mobilità sostenibile, in particolare di veicoli ad energia fotovoltaica. Una loro auto elettrica sviluppata con la partecipazione di docenti, studenti e giovani ricercatori dell’Università di Bologna e del CNR, ha partecipato alla quarta edizione della Carrera Solar Atacama in Cile accanto ad auto provenienti da tutto il mondo alimentate con pannelli solari.

Ogni anno queste competizioni si svolgono in tutto il mondo soprattutto per verificare direttamente sul campo l’efficienza energetica dei modelli e il progresso tecnologico raggiunto in questi anni. La sfida di Onda Solare per il futuro è progettare un’auto italiana ad energia solare omologata per uso stradale con una batteria capiente capace di immagazzinare energia pulita. Un progetto ambizioso e di grande valore che coinvolgerà ingegneri, tecnici e studiosi universitari ma anche sponsor e appassionati di tecnologia sostenibile.

Bolt Chevrolet

Se i prototipi solari sembrano lontani dall’avere un futuro sulle strade di ogni giorno, il sogno di guidare un’auto elettrica senza preoccuparsi di rimanere con le batterie scariche si fa sempre più concreto anche nei modelli venduti delle case automobilistiche. Presentata nel 2016, la Bolt Chevrolet è un berlina compatta a batteria venduta negli Usa ad un prezzo di circa 30 mila dollari. Quanto basta ad imporla all’attenzione degli automobilisti come seria alternativa alle macchine a benzina.

Questa auto elettrica dal design moderno e accattivante con il baricentro basso, ha un abitacolo spazioso senza tunnel centrale che offre comodo spazio per 5 persone, mentre il baule di 480 litri offre una capacità di tutto rispetto e grazie ai sedili posteriori ribaltabili è possibile ottenere una grande superficie piana per carichi extra. I tempi di ricarica sono di circa 9 ore con una presa normale in corrente alternata, ma con un sistema in corrente continua l’80% del pieno si fa in soli 45 minuti.

Opel Ampera e Corsa elettrica

L’Opel Ampera-e sembrava intenzionata a rivoluzionare il mercato europeo delle auto elettriche diventando un veicolo per tutti grazie a caratteristiche certamente interessanti. Si presentava come macchina spaziosa (5 posti), scattante e divertente da guidare (da 0 a 50 km/h in 3,2 secondi e 150km/h autolimitati), una grande autonomia (380 km fino a 500 km), una connettività smart completa di infotainment ad un prezzo ragionevole.

Il tempo di ricarica per disporre di 150 Km di autonomia è di soli 30 minuti. Tutti risultati ottenuti prima di tutto posizionando le batterie da 60 kW sotto il pianale, garantendo così un abitacolo spazioso e un design piacevole che come si può vedere nel video qui sotto non ha nulla da invidiare ai corrispondenti modelli compatti a benzina. Dopo il lancio del 2017 però Oper ha deciso di accantonare il progetto sostituendola con la nuova Opel Corsa elettrica che promette fino a 330 km di autonomia, ma soli 30 minuti per averne 260.

Ricarica auto elettriche condivisa

Abbiamo visto che le auto elettriche sono la nuova frontiera della mobilità sostenibile per limitare l’inquinamento dell’aria nelle grandi città. Ma se da un lato la tecnologia consente la produzione di nuovi modelli dall’autonomia sempre maggiore, che percorrono con una sola ricarica centinaia di chilometri, rimane comunque il grande problema della carica delle batterie. Lo sviluppo di colonnine di ricarica sulle strade non ha ancora raggiunto livelli soddisfacenti da renderle competitive con i modelli a benzina.

In Svezia, nazione all’avanguardia sui temi della sostenibilità, hanno pensato di creare Elbnb, un nuovo servizio di ricarica di auto elettriche sociale, sul modello di Airbnb per la condivisione delle case. Come funziona? In pratica chi dispone di un box privato o di una presa di corrente standard a livello della strada, può iscriversi al servizio, indicare la posizione su una mappa e il prezzo orario a cui vuole offrire energia, trasformando la propria presa di corrente in una stazione di ricarica per altri proprietari di veicoli elettrici. E se per superare ogni problema di ricarica, autonomia e inquinamento arrivasse l’auto idrogeno che elimina dagli scarichi solo vapor acqueo?

Auto a idrogeno

Le auto a idrogeno sfruttano un gas naturalmente presente in natura e nell’universo. Per renderlo disponibile come combustibile, serve un processo di separazione che può avvenire in diversi modi sostenibili, dai rifiuti e dall’acqua utilizzando energia alternativa. L’idrogeno è altamente infiammabile e per il suo stoccaggio vengono utilizzati appositi serbatoi molto resistenti, ma Toyota, Honda e Lexus stanno investendo molto in questa tecnologia e anche il governo Giapponese è pronto ad offrire gli aiuti necessari.

L’auto a idrogeno non è fantascienza, ma una macchina reale che può percorrere fino a 500 km con un pieno di idrogeno fatto in meno di cinque minuti. Già in commercio è la Toyota Mirai, presentata come prototipo al salone dell’auto di Los Angeles già nel 2014 e nel frattempo diventata sempre più affidabile avendo superato una serie di test durati 10 anni con milioni di chilometri percorsi sulle strade in qualunque condizione di gelo e caldo torrido. Venduta a circa 80 mila euro, ha un aspetto insolito perché la tecnologia a idrogeno ha bisogno di un sistema di raffreddamento speciale.

Dopo avere superato lo scoglio della sicurezza e degli aspetti tecnici, per diffondere su larga scala le auto elettriche ad idrogeno, servirà sviluppare una rete di stazioni per il rifornimento. Ci vorranno anni affinchè si sviluppi una qualità sufficiente di infrastrutture per veicoli a celle di combustibile. Le stime parlano di una quota di auto a idrogeno nel mondo del 10% nel 2035 e del 26% nel 2050. Come sempre accade, solo allora i costi potranno scendere e i prezzi di vendita diventeranno accessibili a tutti.