audiocassetta

Vanno definitivamente in pensione le audiocassette, soppiantate dall’era digitale. Nessuno le vuole più, le più grandi catene di elettronica hanno deciso di eliminarle dai negozi tanto che lo scorso anno le loro vendite secondo l’IFPI sono diminuite del 60%.

Quarantenni e cinquantenni di oggi avranno un piccolo sussulto al cuore ripensando a quanti sogni hanno inciso su quei piccoli nastri oramai destinati a sparire. Quasi ad anticipare l’era delle playlist digitali, le audiocassette hanno infatti offerto a tutti e a buon mercato la possibilità di realizzare compilation dei propri brani preferiti per amici, fidanzate, feste e viaggi in auto.

Per questi motivi e grazie alle loro dimensioni contenute, le audiocassette si sono diffuse molto velocemente ad iniziare dal 1963, anno in cui sono state presentate dalla Philips al Berlin Radio Show. Ma la loro consacrazione definitiva è avvenuta dopo il 1979, anno del lancio del Walkman Sony, oggetto di culto di una intera generazione di giovani e antesignano dell’attuale iPod.

Certo il supporto magnetico non era esente da qualche problemino. A parte l’onnipresente fruscio risolto con tagli più o meno perentori di frequenze e Dolby System, ricordiamo: registratori e autoradio cannibali pronti a mangiarsi qualsiasi audiocassetta; km di nastro sparsi sul tavolo; disperati tentativi di recupero di preziose incisioni con penne bic da girare nel foro della bobina…

Comunque la si pensi, con la fine delle audiocassette finisce un’era: quella della musica da toccare e da aggiustare con lo scotch. Prima il cd e poi l’etereo mp3 hanno assestato il colpo fatale al nastro analogico, anche se si stima siano ancora 500 milioni le cassette in circolazione e magari ancora in tanti ad utilizzarle. In ogni caso a noi piace ricordarle con il dovuto rispetto che si deve ad un pezzo di storia della musica.