Ragazza con cuffia ascolta musica sdraiata

Ascoltare musica fa bene e farlo insieme ai figli assicura buoni rapporti familiari. Mamme, papà e bambini dovrebbero condividere esperienze di ascolto senza isolarsi con le cuffiette. Per gli anziani meglio la classica

Ascoltare musica è una attività che più o meno consapevolmente facciamo in ogni ora della giornata. Musiche di sottofondo, colonne sonore, canzoni ci inseguono ovunque grazie anche ai nuovi sistemi di fruizione musicale. Ma ci sono grandi differenze tra passato e presente. Non è solo una questione di cosa, ma anche di come. Meglio ascoltare musica da soli o in compagnia? Cerchiamo di capire quali sono i benefici per la salute generale e psicologica.

Cosa significa oggi ascoltare musica? L’evoluzione tecnologica ha cambiato totalmente le modalità di fruizione della musica. La recente riscoperta del vinile non è un fatto di nostalgia. Malgrado la crescente diffusione dello streaming come standard del futuro, ci sono persone che amano una modalità di ascolto più lenta, accurata e magari condivisa. Perchè ciò che è cambiato negli ultimi 50 anni, non è solo il passaggio dall’analogico al digitale, ma anche il modo in cui la musica viene ascoltata.

L’ascolto musicale oggi avviene con minuscole cuffie bluetooth alle orecchie mentre fino a pochi anni fa la fonte sonora erano due grandi casse stereo in bella vista nel soggiorno, con cui l’esperienza musicale veniva in qualche modo condivisa dall’intera famiglia, Con quali effetti? L’evoluzione tra vinile, cd, cassette, mp3 e streaming può essere vissuta in modo consapevole da adulti che hanno iniziato ascoltando canzoni sui mangiadischi a 45 giri 50 anni fa. Ma che significato ha la musica per bambini e adolescenti proiettati nell’era digitale con uno smartphone in mano e la cuffia nelle orecchie?

Ascoltare musica da soli

Ascoltare musica da soli o insieme agli altri è una esperienza emotiva completamente diversa. Per il pubblico adulto ogni modalità offre vantaggi e svantaggi. In solitudine ci si può concentrare maggiormente su ciò che si ascolta. L’ascolto con altre persone è un fatto di identità personale. E’ condividere una esperienza come esseri sociali con chi comprende i nostri gusti che solitamente ci fa sentire più rilassati e felici.

Oggi il rapporto tra canzoni che ascoltiamo e personalità ci identifica anche online, specie come consumatori. Ma mentre Spotify e tutti i servizi di streaming si dannano per spiegarci come condividere e consigliare canzoni e playlist agli amici sui social con un click, ascoltare musica in streaming nell’80% dei casi significa infilarsi un paio di cuffiette ed isolarsi dal mondo. L’effetto non può che essere dirompente per bambini e adolescenti in cui il rapporto tra musica ed emozioni arriva ancora prima di quello tra musica e personalità.

Ascoltare musica insieme ai figli

La forza della musica è anche creare empatia tra chi la ascolta. In famiglia potrebbe avere un ruolo importante nello stabilire canali di comunicazione tra genitori e figli. Il perchè lo spiega una ricerca svolta su giovani di 21 anni di età curata dal dipartimento di comunicazione dell’Università dell’Arizona e pubblicata sul Journal of family communication. Ai ragazzi è stato chiesto come percepivano la relazione attuale con i genitori, insieme ad una serie di altre domande che comprendevano come è stata ascoltata musica nelle loro case, in particolare tra gli 8 e i 14 anni d’età. I risultati non lasciano dubbi.

I ricercatori hanno scoperto che ragazzi e ragazze che hanno condiviso esperienze musicali con i genitori durante l’infanzia e ancora di più nell’adolescenza, hanno migliori relazioni con mamme e papà in età adulta. Cantare ninne nanna ai bambini piccoli ha importanti effetti su loro sviluppo, ma non basta. Per costruire buoni rapporti con i figli serve ascoltare musica insieme, suonare uno strumento e portare i figli ai concerti anche dopo, in età adolescenziale. Ciò non significa avere la certezza che tutto andrà bene e che regnerà una perfetta sintonia tra madri, padri e figli quando cresceranno. Ma sicuramente è un modo per cominciare a condividere un percorso.

Perchè ascoltare musica fa bene

Da soli o in compagnia, ciò che è certo è che ascoltare musica fa bene, innanzitutto la cuore, e non è solo un modo di dire. Pop, rock, rap, jazz o classica, non importa nemmeno il genere musicale: mezz’ora al giorno della musica che piace può ridurre il rischio di contrarre malattie cardiache. Un recente studio realizzato dall’Università di Nis in Serbia, ha scoperto che anche l’ascolto passivo della musica preferita migliora la superficie interna di vasi sanguigni e linfatici, ovvero del cuore.

Non c’è un genere ideale da ascoltare, ma si dovrebbe scegliere un sottofondo capace di aumentare emozioni positive e relax. La cosa migliore è qualcosa che faccia ballare, camminare di buon passo, correre o fare qualsiasi attività aerobica. Un test durato tre settimane con pazienti con disturbi cardiaci dimostra che bastano 30 minuti di esercizio fisico e ascolto di musica preferita al giorno per migliorare del 39% la funzione cardiaca. Miglioramenti si ottengono anche con il solo esercizio fisico (29%) e con la musica (19%). Un buon motivo per regalare un buon paio di cuffie a chi cerca un miglioramento delle propria vita, specie agli anziani.

Benefici della musica classica

I benefici dell’ascoltare musica classica sul sistema cardiovascolare sono emersi anche da uno studio presentato al meeting di New Orleans dell’American Society of Hypertension. L’esperimento, condotto su 48 pazienti di età compresa fra i 45 e i 70 anni, si basava sull’ascolto di mezz’ora di musica classica, celtica o indiana al giorno, contemporaneamente allo svolgimento di un leggero esercizio fisico. In un solo mese di terapia musicale i miglioramenti della pressione arteriosa sono stati evidenti.

Un’altra ricerca condotta dall’Università della Ruhr a Bochum in Germania e pubblicata sulla rivista Deutsches Ärzteblatt, ha appurato che ascoltare le opere di Mozart e Strauss per 25 minuti al giorno non fa solo abbassare la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, ma riduce anche la concentrazione di colesterolo e dei trigliceridi nel sangue. In particolare la Sinfonia n 40 in sol minore di Mozart sembrerebbe produrre gli effetti migliori per chi soffre di ipertensione.

Meglio la musica del silenzio

In realtà se consideriamo gli aspetti fisiologici, l’effetto benefico della musica è sempre maggiore rispetto al silenzio. Gli studi sono abbastanza concordi, non ci sono generi musicali precisi, ognuno deve ascoltare la musica che ama. E’ comunque appurato che i ritmi lenti e le pause dei brani riescono ad indurre un maggior senso di calma interiore con conseguenze evidenti sulla salute. Per questo i grandi compositori di musica classica sono da preferire.

Non è una novità, ma piuttosto una conferma che il benessere dell’uomo è basato sull’equilibrio tra corpo e mente. Lo scollamento tra questi due elementi è causa di molti problemi. Avere uno spiccato senso estetico e coltivare la passione per l’arte e la buona musica sicuramente concorrono a recuperare un pò di armonia perduta nella vita quotidiana. Pace e armonia interiore hanno molto a che vedere con la nostra salute. Ecco perchè l’uomo dovrebbe anche imparare a distinguere tra buona e cattiva musica.

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