Artisti più ascoltati

Milioni di brani da ascoltare liberamente a gratis o in abbonamento. Eppure gli artisti più ascoltati su Spotify e sulle altre piattaforme di streaming musicale sono solo una manciata. Chi ha il potere di portarli al successo?

Gli artisti più ascoltati su Spotify sono quasi sempre gli stessi. Il 99% di guadagni delle canzoni ascoltate in streaming riguarda solo il 10% di artisti presenti sui vari servizi. Certo succedeva anche al tempo dei cd e degli mp3. In passato tutti si lamentavano del potere delle major di condizionare i gusti del pubblico. Ma ora il fenomeno sembra addirittura in crescita con buona pace dei piccoli gruppi di nicchia.

Gli artisti più ascoltati su Spotify e sulle altre piattaforme si prendono buona parte del mercato dello streaming. Complessivamente stiamo parlando di 377 miliardi di flussi all’anno, in crescita rispetto al 2016 del 76%. L’ascolto di musica in streaming piace sempre di più ma è frammentato. Spesso si salta da un brano all’altro. Più che pensare all’opera completa di un artista, gli utenti sembrano propensi a farsi guidare da playlist precompilate. Eppure scoprire nuova musica è l’unico modo per dare un un senso all’abbonamento. Altrimenti cosa farsene di decine di milioni di album da ascoltare liberamente?

Spotify e gli altri servizi sanno bene che questa è la scommessa che devono vincere. Per questo studiano nuove compilation di brani per fare sport, studiare, cucinare o fare conquiste. Eppure secondo i dati gli ascoltatori finiscono con il dedicarsi a quello che tutti ascoltano. In classifica finiscono i soliti quattro artisti famosi.

Artisti più ascoltati in streaming

Lo streaming musicale piuttosto che aprire nuovi orizzonti sembra insomma favorire i soliti noti più ancora più che cd, mp3 o lp. Le statistiche parlano di 377 miliardi di ascolti complessivi. Ma percentualmente sono gli artisti nella top 10 ad ottenere la maggioranza di ascolti. Il 77% dei guadagni dello streaming musicale va in tasca all’1% di quelli più famosi. Come possono gli artisti e le etichette cercare maggiore visibilità?

La tecnologia oltre a migliorare la vita dovrebbe aumentare le opportunità. Ad esempio fare scoprire nuovi talenti. Certo anche le radio trasmettono sempre le stesse canzoni famose per incontrare i favori del pubblico. Ma se sulla radio i motivi sono di carattere commerciale, per lo streaming valgono gli stessi principi o si tratta di pigrizia e mancanza di curiosità? Il problema è che spesso sono gli algoritmi a decidere cosa fare trovare agli utenti. Nella ricerca di musica su Spotify la sfida è simile a quella della Seo per essere primi sui motori di ricerca.

Streaming e gusti del pubblico

Le piattaforme hanno grande influenza nel decidere come veicolare i flussi. Hanno preso il posto delle major che una volta avevano in mano l’intera filiera della musica. Il problema è che in qualsiasi mercato la concentrazione di potere non favorisce mai lo sviluppo, sia sul piano economico che ovviamente in ambito creativo, culturale e sociale. Non dimentichiamoci che stiamo parlando pur sempre di musica e non di un prodotto qualsiasi dominato da parole come marketing e target.

Invece anche nello streaming musicale non tutti gli utenti valgono allo stesso modo. Spesso i più giovani cercano di ascoltare musica gratis senza abbonarsi. Questi flussi rendono meno degli altri. Quindi artisti e produttori potrebbero decidere di piegarsi alle nuove leggi dello streaming più che pensare a creare buona musica. Prima di tutto, per adattarsi a modalità di consumo musicale più superficiale e distratto, sono obbligati a fare uscire più prodotti come singoli ed EP e meno album.

Artisti più ascoltati su Spotify

Negli artisti più ascoltati su Spotify è importate la sequenza con cui vengono presentate le canzoni. Nei titoli e nei metadati serve includere nomi dei musicisti, generi e informazioni che potrebbero aiutare un artista sconosciuto a farsi trovare. Le playlist hanno preso il posto della radio. C’è una nuova cultura del sottofondo ad hoc più che una passione basata su un determinato artista. La musica come creatore di identità ha perso un pò del suo potere.

Se l’umore è più importate del genere o dell’artista si torna indietro nel tempo. In effetti anche nella musica tribale è sempre stato così. Le danze sono sempre servite ad evocare uno stato d’animo non a distinguere una persona. Oggi lo streaming musicale piuttosto che stimolare la curiosità sembra essere il trionfo del conformismo. La sfida di Spotify e degli altri servizi sarà creare nuove offerte più convenienti per chi vuole ascoltare solo alcuni artisti. I gruppi indie esistono ancora e il loro potenziale è alto: basta saperlo sfruttare.