solidarietà

Si può fare arte con gli scarti? Il movimento artistico dell’Arte Povera è riconosciuto in tutto il mondo e utilizza materiali poveri e riciclati come terra, legno, ferro, stracci, plastica e scarti industriali di tutti i tipi.

Il critico d’arte Germano Celant dal 1967 ha visto nascere e sostenuto un nutrito gruppo di artisti in aperta polemica con le tecniche dell’arte tradizionale. Si tratta di lavori creati con materiali poveri come il legno, marmo, ferro, stracci, esposti nei vari musei e luoghi secondo un preciso percorso critico. Si parte dal museo Mambo di Bologna, seguono il Madre di Napoli, il Gemec di Bergamo, il Castello di Rivoli (Torino), Triennale a Milano, mentre a Roma troviamo sia la Galleria d’Arte Moderna che il Maxxi senza dimenticare il Teatro Margherita di Bari dove ci assiste a un confronto diretto con lo spazio teatrale.

Alcune quotazioni delle opere dell’Arte Povera? I più costosi sono gli artisti scomparsi: primo fra tutti Alighiero Boetti con cifre che si aggirano sui 2.000.000 euro, seguono Pino Pascali e Mario Merz. Molte mercato anche per le opere di Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis, Giulio Paolini e Giuseppe Penone.