Opera di arte digitale con pallini luminosi rossi

L’arte digitale è l’ultima tendenza dell’arte contemporanea che comprende media, social, computer, macchine, intelligenza artificiale e molto altro. Ad interessare gli artisti e pubblico è il modo in cui tecnologia e società interagiscono in rapporto alla vita di ogni giorno. Le conoscenze vengono condivise attraverso Medialab e laboratori di idee che si occupano di sperimentazione e mediazione culturale, basati sulla condivisione di conoscenza online.

Esistono diverse tipologie di arte digitale, ma un occhio di riguardo va alla sperimentazione sulle forme artistiche che l’evoluzione tecnologica fa progredire sul piano tecnico, culturale ed economico: impossibile negare il rapporto tra Crypto art e mercato. Medialab, festival internazionali e aste online riguardano da vicino tutti questi mondi paralleli che si ispirano vicendevolmente.

Indice

Cos’è l’arte digitale?

L’arte digitale comprende tutti i settori che sfruttano le potenzialità di elettronica e informatica come parte del processo di creazione o presentazione. Oltre alla ricerca estetica si tratta di definire un nuovo modo di pensare e organizzare l’intera società che ci circonda attraverso un lavoro di creazione e ricerca artistica nell’ambito della creatività. Ingegneri e scienziati sono parti di questo processo costantemente impegnati nella sua trasformazione in collaborazione con artisti e creativi.

Dal punto di vista visivo il rapporto tra arte e tecnologia si è fatto più intenso negli ultimi decenni a partire dalla televisione, passando all’introduzione dei personal computer fino ad internet. L’arte digitale ha trasformato il pennello in luce, suono e pixel, mentre i dipinti su tela o carta sono diventate immagini digitali generate al computer e proiettate su mega schermi.

La fruizione delle opere grazie alla tecnologia è passata dai musei a internet ed il pubblico è diventato il vero protagonista. Basta un click per arrivare a miliardi di persone attraverso schermi di smartphone collegati ai social media. Ma tutto ciò non basterebbe se la tecnolgia non desse una ulteriore mano. Infatti da sempre l’arte ha anche uno stretto rapporto con i soldi, ma oggi è un vero e proprio asset del mondo della finanza.

Crypto Art e blockchain

Finito il tempo dei mecenati investire in arte è sempre più una questione di collegamento alla rete, con le aste online che vanno sostituendo la necessità di presenza fisica del collezionista. Nel mondo digitale gli artisti in linea di principio potrebbero evitare le gallerie che espongono le loro opere, facendosi conoscere in modo virale in rete o cercando finanziamenti con i sistemi di crowdfunding.

Come insegnano i fenomeni di pirateria nel mondo della musica o dei contenuti, il web però è sempre stato la patria delle copie: come fare a garantire il copyight di un’opera d’arte? A garantire unicità e autenticità della cosiddetta Crypto Art oggi ci sono nuovi sistemi come Nft (non-fungible token) e blockchain con cui operano già realtà come Christie’s e Sotheby’s. L’Ntf è come fosse una firma digitale legata all’opera d’arte digitale che viene garantita dal sistema di sicurezza della blockchain.

In questo modo non solo si possono promuovere opere d’arte sul web, ma anche trasformare l’autenticità in valore unico. Ecco perchè alcune opere di video arte, come quelle dell’artista statunitense Nam June Paik, possono raggiungere valori tra i 100 e i 200 mila dollari, in un settore del virtuale che è tutto in evoluzione. Tra nuove idee e versioni digitalizzate di capolavori il mercato complessivo dell’arte digitale è già di oltre 600 milioni di dollari.

Ntf e mercato dell’arte online

Le opere digitali non riguardano solo i neo Picasso o Monet ma ogni genere di opera: tutti possono cercare di vendere qualcosa di unico e originale a prezzi che vanno dai pochi ai milioni di dollari. La fidanzata di Elon Musk Grimes ad esempio è riuscita a vendere migliaia di video animati guadagnano qualche milione 6 milioni di dollari, mentre l’artista americano Mike Winkelmann, conoscito come Beeple ha venduto l’NFT intitolato “The first 5000 days” da Christie’s a marzo per 69 milioni di dollari.

Come è sempre stato, uno dei motori dell’arte sono i soldi e così la blockchain, oltre a proteggere dalle frodi, è diventato un modo per investire denaro o per farlo. Per questo sulla rete sono nate moltissime piattaforme dove pubblicare i propri lavori. Ovviamente non è facile emergere, ma su OpenSea o Rareble si possono vedere le opere di artisti indipendenti, musicisti, videografi o graphic designer che tentano la fortuna. E come succede nel mercato dell’arte tradizionale, gli Ntf sono creati in modo che ogni volta che vengono rivenduti, al creatore originale arriva una commissione.

Artisti digitali e tecnologia

Nella naturale digitalizzazione dell’immagine i video in cui convergono immagine e suono sono diventati il fulcro delle modalità espressive dell’arte digitale. Nam June Paik, considerato il padre della videoarte, già nel 1995 univa nelle sue opere televisione, computer e società. I visitatori delle sue istallazioni multimediali erano a loro volta ripresa da telecamere a circuito chiuso diventando parte dell’opera. Si trattava di una svolta epocale dopo millenni di fruizione passiva.

I primi artisti digitali, ancora prima della nascita dei Medialab, spesso si ritrovavano in collettivi a cui partecipano artisti e ingegneri. Famoso è quello dell’EAT (Experiments in Art and Technology) fondato negli anni ’60 dagli ingegneri Billy Klüver e Fred Waldhauer e dagli artisti Robert Rauschenberg e Robert Whitman. La loro missione era trovare nuove forme di collaborazione tra arte e tecnologia attraverso installazioni e performance che vedevano protagonisti video, sonar, circuiti elettrici.

Si trattava di opere d’arte pionieristiche paragonate alle infinite possibilità di giocare con immagini, forme e colori del giorno d’oggi. Ma la superstrada elettronica, come la chiamò nel 1974 Nam June Paik, oramai era imboccata. I risultati di questa rivoluzione li vediamo oggi in ogni ambito di comunicazione, creatività e industria. L’intelligenza artificiale sarà anche il futuro del rapporto tra uomo, arte e tecnologia?

Festival di arte digitale

Per fortuna l’arte digitale non si alimenta solo di virtuale, ma sono molti i festival che nel mondo presentano dal vivo opere e installazione di nuovi artisti. Molti di questi festival offrono premi e borse di studio nei settori motion design, animazione, effetti visivi che utilizzano le nuove tecnologie in modo creativo per multimedia, cinema, moda e spettacolo.

Aec Linz Ars Electronica. Arte, tecnologia e società si ritrovano in questo festival austriaco centrato sulle idee innovative che possono influire sul quotidiano di ogni persona. Dalle biotecnologie alla robotica in continua evoluzione

Bandits-mages è un evento che si tiene a Bourges in Francia di performance e creazioni multimediali. Si propone come occasione di confronto tra studenti, artisti e personaggi importanti sul film sperimentale.

Emaf European Media Art Festival Osnabrück in Germania. Un festival con cortometraggi, lungometraggi, video, documentari sperimentali in cui frammenti di musica si alternano a immagini fotografiche

Adaf Athens Video Art Festival for the artists of digital culture. Festival internazionale centrato sulla cultura digitale promossa tramite un tipo di creatività multidisciplinare tra mostre, proiezioni, spettacoli dal vivo, workshop e molto altro

Transmediale Festival di Berlino che si sviluppa attraverso una varietà di incontri, dibattiti, conferenze, workshop. Sono previsti laboratori di Medialab e una vasta rete di cooperazione con istituzioni culturali, spazi di progetto e installazioni temporanee

Medialab internazionali

I medialab attraverso cui gli artisti contemporanei si incontrano e collaborano hanno diverse forme: possono essere virtuali, itineranti o legati a mostre. Si tratta di laboratori di arti multimediali che all’insegna dell’innovazione tencologica condividono una idea comune in termini estetici, filosofici, sociali o anche economici. Ecco un elenco di alcuni dei più importanti a livello internazionale.

MediaMit – School of Architecture and Planning of Massachusetts Institute of Technology. Collaboratori, progetti, eventi, novità, video con tutte le possibilità di contattare la scuola

Icc InterCommunication Center Tokyo Giappone. Un impianto culturale che occupa una serie di eventi relativi alla comunicazione tra le arti e la scienza per un futuro basato sul benessere

TIFF Associazione culturale di beneficenza con la missione di trasformare il modo in cui le persone vedono il mondo attraverso il cinema: il sostegno reale all’intero progetto viene dal Toronto International Film Festival Group – Canada

Kibla Kibla Medialab Center Maribor Slovenia. Un centro culturale che vuole essere un punto di aggregazione per mostre, performance artistiche, musicali, convegni, dibattiti e molto altro

Zkm Zentrum für Kunst und Medientechnologie di Karlsruhe in Germania. Un contenitore in cui trovano spazio ricerche, mostre e convegni sulla storia delle arti elettroniche con progetti di ricerca e produzioni artistiche