spartiti chitarra

Viene suonata come una chitarra ma non è certamente una chitarra. La differenza sostanziale è che mentre nella chitarra le sei corde canoniche tese sono ancorate in due punti, nella tritarra le corde sono tese e fissate in tre punti, come una Y. Va da sè che le vibrazioni che giungeranno all’orecchio saranno molto diverse da quelle tradizionali.

L’idea è venuta ad un gruppo di matematici canadesi che hanno voluto sfidare le regole della tradizione e proporre uno strumento musicale che offrisse una ricchezza di sonorità senza eguali. “La tritarra, spiega uno del suoi inventori, genera non solo le classiche armoniche, ma anche un sovrasuono non armonico. Se si ascolta il suono infatti, sembra di percepire la percussione di uno strumento simile ad una campana o ad un gong. L’effetto è legato proprio alla presenza di tale sovrasuono. In base al modo come ciascuna nota della tritarra viene suonata si può produrre uno o più sovrasuoni non armonici”.

La chiave è quel terzo segmento in più che aggiunge quell’esotica sonorità che una chitarra classica con le corde tese e ancorate a due soli punti non potrà mai raggiungere… e meno male. A questo proposito interviene Bernard Richardson, fisico e specialista del suono della Cardiff University del Galles che commenta così: ” E’ vero che la tritarra offre un suono molto più ricco di qualsiasi altro strumento a corde, ma non necessariamente possiamo dire che sia migliore. Alla mie orecchie infatti, giunge come una campana o un cimbalo un po’ stonati”.