Provate a immaginarvi dei fasci di luce laser tirati come corde dagli estremi di una grande stanza… sfiorandoli producete un dolce suono di arpa, mentre contemporaneamente le vostre azioni danno luogo a un affascinante gioco di luci e riflessi.

Nata quasi per gioco dalla fantasia di un ingegnere, la sfida è avere trasformato l’idea in un pezzo d’arte e di poesia grazie a un musicista e a un light designer. Allineando dei puntatori laser in modo che producessero fasci di luce paralleli, l’ingegnere Gianpietro Grossi ha pensato che potessero assomigliare a un’arpa. Così ha inserito dei sensori per fare funzionare l’invenzione proprio come uno strumento musicale.

Successivamente, grazie ad un software sviluppato con l’artista musista Pietro Pirelli, la composizione sonora dell’opera è divenuta variabile e melodicamente ricca. Le 11 corde di luce laser possono avere una lunghezza tra i 4 e i 20 metri e l’installazione si presta quindi a trasformare in strumenti musicali architetture molto grandi, anche grazie alla collaborazione al progetto del Light Designer Francesco Murano.