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Guidare un’impresa è come dirigere un’orchestra. Lo affermava qualche anno fa l’inventore delle teorie di management contemporanee Peter Drucker, che sottolinava l’importanza di coordinare i diversi componenti, proprio come in un’orchestra, per ottenere un risultato di sicuro successo. Un modello formativo da portare nelle grandi aziende?

L’idea è stata raccolta da Franco Marzo che oltre a sperimentare sul campo ha scritto persino un libro dal titolo “Music manager: esperienza musicale e arte manageriale”. Si tratta di particolari corsi organizzati in azienda in cui la metafora musica-azienda si sviluppa su tre livelli. Al primo posto c’è il ritmo che rappresenta il rapporto con il tempo e le regole, di fondamentale importanza per gestire nel modo migliore un’azienda; il secondo posto è dell’armonia intesa come la capacità di organizzarsi mettendo insieme tutte le risorse disponibili; mentre lo sviluppo creativo del brano, la così detta melodia è al terzo posto.

Certo, una classifica assolutamente paritaria se pensiamo che l’invenzione, ovvero la capacità di rinnovare prodotti e servizi, fa parte del terzo livello. Manca qualcosa o qualcuno? Certo, un buon direttore di orchestra capace di integrare le parti e guidare alla realizzazione del concerto-prodotto. Inutile sottolineare l’importanza di ogni ruolo capace di integrarsi al lavoro di un’altro per creare quello che poi è poi il grande valore di un team di successo… sì, perchè un buon direttore deve essere consapevole della dignità che ogni posizione riveste all’interno del concerto-azienda: anche il più piccolo strumento, come un triangolo, può risultare decisivo.