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La pianura padana figura tra le zone più inquinate del pianeta per le particolari condizioni climatiche e l’elevato traffico di auto che sommato ad altre situazioni favorisce la concentrazioni di polveri sottili. Cosa fare? Milano ha introdotto l’Area C e il resto del mondo?

L’idea di base dell’Area C milanese è introdurre un pedaggio dal costo abbastanza elevato per disincentivare l’uso dell’automobile, principale causa di inquinamento e di sviluppo di patologie anche gravi a carico delle vie respiratorie, ma non solo, favorendo mezzi di trasporto alternativi. Quali? Prima di tutto andare a piedi per i piccoli spostamenti (la maggioranza dei cittadini usa l’auto per spostamenti inferiori ai 2,5 km), poi la bici e i mezzi pubblici.

Così, chi vuole entrare in auto nelle zone centrali di Milano in un’area complessiva di 8 km quadrati, deve pagare 5 euro, compresi i residenti che hanno alcune agevolazioni e un numero limitato di pass gratuiti. Sono esentati dal pagamento bici, moto e motorini. L’iniziativa segue un referendum consultivo che l’ha appoggiata pienamente, ma il provvedimento è stato anche vivamente contestato da una parte dei residenti del centro che si dicono costretti a pagare un ticket per tornare a casa dal lavoro. Comunque, a pochi giorni dall’introduzione dell’Area C quali sono i primi risultati? Lo smog non è ancora calato, ma Milano sembra un’altra città. Il traffico in centro è diminuito di oltre il 35% e anche in periferia ci sono visibilmente molte meno automobili. In compenso c’è molta più gente sui mezzi pubblici (+20%) o che va a piedi e in bicicletta.

Tutto bene quindi? Non proprio. E’ scontato che un provvedimento di questo genere crei fazioni contrapposte dove politica e visione della vita si mischiano. Visto che l’inquinamento dell’aria e il livello di Pm10 fuorilegge riguarda il 67% delle città italiane, forse sarebbe utile uscire dal nostro orticello e vedere cosa fa il resto del mondo per arginare il problema: Londra ha introdotto lo stesso criterio nel 2003 per un’area di 20 Km, ma offrendo uno sconto del 90% ai residenti; Stoccolma ha una congestion charge estesa su 47 Km quadrati e il prezzo medio per entrare in auto è di 2 euro. Infine la Germania ha forme di limitazione del traffico più o meno estese in 71 città.

Certo a Milano ci saranno alcuni aggiustamenti da fare e l’Area C non è che il primo di una serie di provvedimenti che devono essere attuati. E’ indubbio comunque che qualcosa andava fatto per chi ha a cuore la propria salute, quella dei bambini, degli anziani e quindi ha in mente un’idea di città più vivibile dove si possa vivere tutti meglio, magari pensando a Tokyo. Nella capitale giapponese c’è un’auto ogni due famiglie e non due ogni famiglia come in Italia; solo il 6% degli abitanti usa l’auto tutti i giorni, mentre il 75% usa i mezzi pubblici contro il 20% di Roma.

Ovviamente Tokyo, Londra, Stoccolma sono tutte città dove i mezzi pubblici sono efficientissimi e le piste ciclabili sono ovunque. In cambio di qualche sacrificio i cittadini milanesi non si aspettano miracoli, ma vogliono e si aspettano la serietà dei fatti.