archivio ricordi

Il grande archivio storico di Casa Ricordi apre al pubblico. Oltre due secoli di storia editoriale dalla musica classica all’opera lirica fino agli ultimi successi pop, conservata in un archivio storico musicale tra i più importanti al mondo

Casa Ricordi è uno dei tanti casi che condensa il meglio dell’italianità. Un nome tra i tanti in cui musica, arte, passione e intraprendenza si sono uniti per trasformare una piccola stamperia in una delle realtà più importanti del mercato editoriale e non solo.

Nel 1807 venne fondata dal violinista Giovanni Ricordi, che già suonava in molte orchestre milanesi, ma che evidentemente aveva immaginato l’esistenza di uno spazio per diffondere la musica scritta. L’editore musicale un tempo d’altronde aveva un ruolo fondamentale e non certo solo in Italia, nella diffusione delle opere dei compositori. Non c’era certo lo streaming e nemmeno la radio. L’unico modo per arrivare al pubblico era attraverso la musica suonata nelle case e nei teatri. Ecco perchè nel ‘700 la diffusione di concerti in tutta Europa portò alla nascita di grandi case di edizioni musicali, specialmente a Londra e Parigi.

La casa editrice Ricordi attraversa oltre due secoli di storia: dal primo catalogo, fino all’acquisizione di tutte le opere rappresentate alla Scala di Milano, alla convenzione sul diritto d’autore fatta con il governo austriaco per la tutela degli autori. E poi negli anni ’60 la nascita dell’etichetta Dischi Ricordi con cui hanno lavorato Gino Paoli, Tenco, Gaber, De Andrè fino all’acquisizione della multinazionale tedesca Bertelsmann nel 1994.

Archivio Ricordi opera lirica

Ma la collezione digitale dell’Archivio Ricordi è sicuramente una vera chicca per gli amanti dell’opera lirica, siano essi ricercatori o appassionati. Sono disponibili alla consultazione gratuita 13 mila immagini che comprendono bozzetti di scenografie, costumi, scene di opere scritte da compositori come Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi, Puccini e molti altri ancora.

Si tratta di un primo assaggio di ciò che diventerà in futuro come più importante raccolta musicale privata del mondo che, oltre a 7800 partiture e 10 mila libretti, comprenderà ritratti di musicisti, compositori, cantanti, librettisti e le lettere scritte dalla società tra il 1888 al 1962.