Nel corso della storia gli animali hanno ispirato la musica classica attraverso l’associazione di strumenti specifici, tecniche compositive e rappresentazioni sceniche. Una presenza coinvolgente che permette di esprimere anche le dinamiche umane

La musica classica, con la sua vasta gamma di espressione e ispirazione, ha trovato nella natura una fonte inesauribile di creatività. Gli animali, grandi e piccoli, hanno affascinato i compositori di tutti i tempi, che hanno saputo rappresentarli in modi sorprendenti. Dagli uccelli che cinguettano alle belve che ruggiscono, gli animali nella musica classica sono un vero e proprio “zoo sonoro” tutto da scoprire.

Dall’imitazione dei suoni animali all’espressione del loro comportamento e delle loro caratteristiche, la musica classica offre un vasto repertorio di creature affascinanti. Sia che si tratti di uccelli che cinguettano o di volpi astute, gli animali nella musica classica ci conducono in un viaggio emozionante e sorprendente attraverso il regno animale, arricchendo la nostra esperienza musicale e la comprensione del mondo che ci circonda.

Indice

Strumenti che imitano animali

Gli strumenti orchestrali hanno spesso assunto il ruolo di emulare i suoni degli animali. Il flauto, con il suo timbro melodico, ha trovato un’associazione naturale con il cinguettio degli uccelli. Antonio Vivaldi, nella sua celebre composizione “Le Quattro Stagioni“, ha utilizzato il flauto per evocare i richiami dei boschi primaverili ed estivi. In modo simile il flauto magico di Mozart introduce l’apparizione di Papageno, l’acchiappa uccelli, con le sue melodiose note.

Ma non è solo il flauto a essere coinvolto: il clarinetto, ad esempio, viene spesso associato al canto del cuculo, come si può udire nel “Carnevale degli animali” di Saint-Saëns. Non si tratta solo di imitare i suoni animali, ma anche di catturare il comportamento e l’essenza delle creature nel linguaggio musicale. Attraverso l’uso di tecniche compositive, i compositori hanno espresso le caratteristiche animali.

Nel “Carnevale degli animali” di Saint-Saëns, le note staccate e saltellanti rappresentano le galline che beccano e i canguri che saltano. Nel celebre “Volo del calabrone” di Rimsky Korsakov, le frenetiche note di semicrome evocano il volo vorticoso di questo insetto. Queste tecniche musicali permettono di creare una connessione emotiva e visiva tra l’ascoltatore e il mondo animale, ma anche di riflettere più profondamente sulla natura umana attraverso l’uso di metafore e simbolismi.

Esempi di animali nella musica

Ci sono molti esempi di animali nella musica classica dal Rinascimento ai giorni nostri. Uno dei primi esempi di animali nella musica classica è il madrigale Il canto degli uccelli di Clément Janequin, composto nel XVI secolo. In questo brano il coro imita il cinguettio di vari uccelli, come l’allodola, il merlo e il cuculo, usando sillabe senza senso. Il risultato è una vivace scena pastorale che celebra la natura.

Nel XVIII secolo Antonio Vivaldi dedicò una delle sue opere più famose agli animali: Le quattro stagioni. Si tratta di quattro concerti per violino e orchestra che descrivono le varie stagioni dell’anno. Ogni concerto è accompagnato da un sonetto che illustra le immagini musicali create da Vivaldi. Tra queste, ci sono gli uccelli primaverili, le mosche e i calabroni estivi, la caccia autunnale e il lamento del cane invernale.

Un altro compositore che si ispirò agli animali fu Wolfgang Amadeus Mozart. Nel suo Flauto magico, opera del 1791, ci sono diversi personaggi animali, come il simpatico Papageno, un cacciatore di uccelli che suona un flauto a pan, e la sua sposa Papagena, che si trasforma da vecchia a giovane grazie alla magia. Nella scena finale, i due cantano una gioiosa aria in cui si chiamano con nomignoli di uccelli.

Nel XIX secolo, uno dei compositori che più si dedicò agli animali fu Camille Saint-Saëns. Nel 1886, scrisse Il carnevale degli animali, una suite per piccola orchestra che rappresenta vari animali in modo umoristico e caricaturale. Tra i brani più noti ci sono L’elefante, che usa il contrabbasso per imitare il passo pesante dell’animale; Il cigno, che usa il violoncello per evocare la grazia del volatile; e Il fossile, che usa lo xilofono per ricordare le ossa degli animali estinti.

Nel XX secolo, gli animali continuarono ad essere fonte di ispirazione per i compositori. Uno dei più originali fu Olivier Messiaen, che studiò a fondo il canto degli uccelli e lo trascrisse fedelmente nelle sue opere. Tra queste, ci sono Catalogo degli uccelli, una serie di 13 pezzi per pianoforte solista che riproducono i richiami di oltre 70 specie di uccelli europei; e Uccelli esotici, un brano per pianoforte e piccola orchestra che incorpora i suoni di uccelli provenienti da paesi come l’India, la Cina e il Brasile.

Un altro esempio di animali nella musica classica è La volpe astuta di Leoš Janáček, un’opera del 1924 basata su una storia a fumetti. L’opera narra le avventure di una volpe che sfugge alla cattura di un guardiacaccia e si innamora di un altro volpe. L’opera mescola elementi realistici e fantastici, e usa la musica per caratterizzare i diversi personaggi animali e umani.

Espressione ispirazione creatività

Gli animali nella musica classica non sono solo un esercizio di stile. Alcune composizioni utilizzano le relazioni animali come metafora per esplorare le dinamiche umane e anche gli animali fantastici e mitologici hanno trovato la loro rappresentazione. La volpe astuta è diventata un personaggio centrale in opere come “Reynard” di Stravinsky e “The Cunning Little Vixen” di Janáček. Nel duetto tra la volpe e il topo nella “Cunning Little Vixen” si crea una connessione profonda e appassionata che può competere con i grandi duetti operistici umani.

La musica classica offre anche uno spazio per commemorare gli animali che hanno avuto un significato speciale per i compositori. Frédéric Chopin ha dedicato il suo “Valzer del minuto” a un piccolo cane chiamato Marchese, che apparteneva alla sua amante George Sand. Anche compositori contemporanei si ispirano ai loro amici a quattro zampe. “Mundus Canis (A Dog’s World)” di George Crumb è una composizione dedicata ai cani del compositore, in cui la chitarra e le percussioni evocano i suoni dei loro artigli e delle loro voci.

Un caso particolare di animali nella musica classica è quello della Thai Elephant Orchestra, un progetto ideato dal compositore Dave Soldier nel 2000. Si tratta di un gruppo di elefanti asiatici che suonano strumenti appositamente costruiti per loro, come tamburi, gong e armoniche. Gli elefanti improvvisano liberamente, seguendo le indicazioni di un mahout (guida) che li incoraggia con la voce. Il risultato è una musica sorprendente e originale che dimostra le capacità creative degli animali.


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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un editore online, fondatore di Bintmusic.it, musicista, produttore e esperto di comunicazione digitale. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. In qualità di blogger, condivide approfondimenti su musica, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.