Come da tutti annunciato anche Amazon arriva sul mercato con un servizio di streaming, per ora partito in sordina e offerto solo al pubblico americano con alcune limitazioni, come ad esempio il numero di brani ascoltabili appena superiore al milione di canzoni.

1.192.003 di canzoni sembrano una enormità ma non è così se paragonato agli altri servizi a cominciare da Spotify. Amazon Prime Music inoltre non comprende per ora i brani in catalogo da Universal Music e di molte etichette indipendenti con i quali evidentemente non è stato ancora raggiunto un accordo commerciale. Il servizio per ora è disponibile senza costo aggiuntivo agli abbonati ad Amazon Prime ma non include i brani più recenti. Insomma qualche limitazione di troppo per Amazon che ricordiamo essere stato il primo negozio di a offrire mp3 DRM-free, senza protezione, a cominciare dal 2007, mentre il suo servizio cloud è partito nel 2011.

Per gli analisti evidentemente l’ingresso a sorpresa di Amazon con una forma di streaming incompleta è dovuta principalmente al motivo di non perdere i propri utenti – Amazon conta su 20 milini di abbonati a Prime negli USA – verso Spotify o Beats Music. Una mossa obbligata a cui seguiranno sicuramente altri aggiornamenti.