altoparlanti in grafene

Ascoltare musica con altoparlanti in grafene grandi come piccoli francobolli? Nell’era tecnologica tutto è possibile. Anche pensare di rivoluzionare il settore audio e specialmente il modo in cui ascoltiamo i suoni sui dispositivi portatili

L’evoluzione tecnologica si è sempre distinta per avere miniaturizzato gli apparecchi per produrre, guardare, ascoltare contenuti. Dalle radio a transistor grandi come lavatrici, siamo passati alle grosse scatole dei televisori a valvole. Qualche decennio dopo, l’era digitale dominata da circuiti integrati e microconduttori, ha infilato tutto in piccoli dispositivi tascabili. Eppure se pensiamo al modo in cui viene diffusa nell’aria la musica che ascoltiamo, in tutti questi anni ben poco è cambiato.

Il primo altoparlante è stato realizzato nel 1925 dagli ingegneri Edward W. Kellogg e Chester W. Rice. A loro si deve il genio di avere inventato un sistema capace di trasformare un segnale elettrico in vibrazioni e quindi in onde sonore. L’altoparlante da allora è costituito da una bobina mobile che al passare della corrente elettrica spinge avanti e indietro una membrana che produce il suono. Ancora oggi nelle casse hi-fi così come nei televisori si utilizza questo sistema per diffondere il suono.

Certo in quasi 100 anni di storia degli altoparlanti sono stati fatti molti progressi. Sono nati sistemi elettrostatici, altoparlanti a nastro o planari con tecnologie costruttive sempre più performanti. Il suono è notevolmente migliorato e le dimensioni, a parità di potenza delle casse acustiche, si sono ridotte considerevolmente. Ma il principio di funzionamento fondamentalmente è rimasto lo stesso. Un discorso simile riguarda l’audio dei dispositivi portatili.

Altoparlanti degli smartphone

Le caratteristiche degli smartphone negli ultimi anni sono migliorate in maniera prodigiosa come capacità di calcolo, prestazioni, dimensioni, qualità dello schermo. Oggi abbiamo in tasca dispositivi molto più potenti di pc e macchine fotografiche digitali di 10 anni fa. Ma l’audio dei cellulari moderni è rimasto praticamente lo stesso dei primi telefoni, o quasi. I produttori si impegnano al massimo per migliorare il suono dei nuovi modelli, ma non possono fare più di tanto. Gli altoparlanti dei telefoni suonano ancora in modo metallico.

I moderni micro altoparlanti hanno un magnete permanente e una bobina mobile collegata ad un diaframma che spinge l’aria per creare un suono. Ma sono troppo piccoli e la potenza non può essere incrementata più di tanto per evitare problemi di surriscaldamento e di consumo della batteria. Ecco perchè l’invenzione dei ricercatori dell’Università di Exeter può essere rivoluzionaria.

Funzionamento altoparlante in grafene

Il grafene è un materiale costituito da uno strato monoatomico di atomi di carbonio. Promette meraviglie nel campo delle nanotecnologie, ma non solo. In questo caso si utilizzano le sue capacità termo acustiche. È sufficiente che una corrente elettrica ne attraversi un suo sottilissimo strato. Scaldandosi e raffreddandosi il grafene si espande e contrae generando onde sonore.

Nei nuovi altoparlanti in grafene sviluppati dai ricercatori quindi non c’è nessuna parte in movimento e il consumo è ridottissimo. Inoltre questo nuovo altoparlante in grafene può combinare in un unico chip altoparlante, amplificatore ed equalizzatore grafico.

Non è certo la prima volta che si utilizzano i principi della termoacustica. Ma trasformare l’energia termica in suono è sempre stato considerato un processo altamente inefficiente. L’utilizzo del grafene sembra annullare alcuni limiti aprendo nuove prospettive nel campo delle tecnologie audiovisive. I nuovi altoparlanti in grafene sarebbero perfetti negli smartphone e nei dispositivi portatitili, ma ad attenderli ci sono anche innumerevoli applicazioni in ambito medico e scientifico.