Allergie alimentari e intolleranze causate da una reazione a determinati cibi sono disturbi comuni che possono causare vari sintomi anche gravi. Come diagnosticarle correttamente e gestirle per evitare complicazioni e migliorare la qualità della vita

Mentre l’attenzone al cibo e alla nutrizione acquista sempre più valore, nella società moderna allergie e intolleranze alimentari stanno aumentando in modo esponenziale. Ormai non è più una novità incontrare persone che non possono mangiare alcuni alimenti. Disturbi di questo tipo riguardano persone di tutte le età. Bambini, adulti e anziani ne possono venire colpiti in egual misura in qualsiasi periodo della vita.

Allergie ed intolleranze alimentari sono entrambe reazioni indesiderate al cibo, ma hanno cause e sintomi diversi. In entrambi i casi, è importante consultare un medico o un allergologo per una diagnosi precisa e per determinare la migliore strategia terapeutica. Vediamo quali sono le differenze tra le due patologie, quali sono le allergie più comuni, i prodotti e i cibi da evitare, i test e i rimedi per scoprire e risolvere intolleranze senza avere problemi.

Indice

Allergie alimentari

Allergie e intolleranze alimentari sono sempre più diffuse. L’European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI) ha recentemente fornito delle stime sull’andamento dei casi negli ultimi dieci anni. Attualmente a soffrire di patologie legate al cibo in Europa ci sarebbero 17 milioni di persone, di cui 3,5 milioni hanno un’età minore di 25 anni. È importante notare che c’è una differenza tra allergia ed intolleranza alimentare, che è una reazione digestiva a un cibo, piuttosto che una reazione immunitaria.

Le allergie alimentari sono reazioni immunitarie anomale a determinati alimenti o sostanze nutritive. Possono essere lievi, come un eruzione cutanea o un naso che cola, o gravi, come l’anafilassi, una reazione allergica potenzialmente mortale. Le allergie alimentari più comuni sono quelle ai crostacei, alle arachidi, alle noci, ai pesci, ai latticini e al grano. La diagnosi si basa sull’anamnesi, l’evidenza dei sintomi e gli esami del sangue o della pelle.

La cura consiste nell’evitare il cibo che causa la reazione allergica e, se necessario, nell’utilizzo di farmaci come antistaminici per gestire i sintomi. In casi estremi, l’unico modo per prevenire una reazione allergica grave è l’uso di un dispositivo di emergenza come l’adrenalina autoiniettore. In ogni caso, si raccomanda di consultare sempre un medico o un allergologo per una diagnosi precisa e per determinare la migliore strategia terapeutica.

Intolleranze alimentari

Le intolleranze alimentari sono reazioni negative del corpo a determinati alimenti o sostanze nutritive. A differenza delle allergie alimentari, le intolleranze non implicano una risposta immunitaria, ma piuttosto una difficoltà del corpo a digerire o tollerare un certo cibo o sostanza presente in esso. Le intolleranze alimentari più comuni sono a lattosio, glutine, solfito, histamina.

L’intolleranza al lattoso è causata da una carenza di lattasi, l’enzima che scompone il lattosio (zucchero del latte) nell’intestino. I sintomi possono includere dolori addominali, diarrea e flatulenza. Quella al glutine, proteina presente in alcuni cereali come frumento, avena, segale e orzo, è causata da una difficoltà del corpo a digerirlo. I sintomi possono includere gonfiore, diarrea, stanchezza e dolori articolari.

L’intolleranza al solfito, un conservante comunemente usato in alimenti trasformati, vino, succhi di frutta e frutti di mare, dà sintomi come mal di testa, eruzioni cutanee e difficoltà respiratorie. L’histamina è presente in alcuni alimenti come il pesce, formaggi stagionati, vini e alcuni frutti di mare e chi non la tollera ha sintomi simili a quelli delle allergie alimentari, comprese le reazioni cutanee, difficoltà respiratorie, mal di testa e di stomaco.

La diagnosi delle intolleranze alimentari si basa sempre sull’anamnesi, controllo dei sintomi ed esami di sangue e pelle. La cura consiste nell’evitare il cibo che causa la reazione e, in alcuni casi, l’utilizzo di integratori enzimatici per aiutare a digerire il cibo in questione. Come per le allergie alimentari, è importante consultare un medico o un allergologo per una diagnosi precisa e per determinare la terapia.

Alimenti da evitare

Gli alimenti e i prodotti che devono essere evitati dipendono dalla specifica allergia o intolleranza alimentare che si ha. Tra i cibi più comuni che possono causare reazioni allergiche o intolleranze ci sono latte, burro, yogurt e formaggio e prodotti lattiero-caseari come budini, gelati, creme ma anche biscotti e torte. Uova e derivati come maionese, pastella per fritture e dolci.

Potrebbero causare problemi arachidi e prodotti che le contengono come il burro di arachidi, marzapane e cioccolato con nocciole oltre a noci e dolci che li hanno come ingredienti. Per l’intolleranza al glutine vanno evitati pasta, pane, pizza, cereali e molti dolci. Anche nei supermercati, ristoranti e in qualsiasi mensa è possibile trovare l’alternativa di alimenti senza glutine.

Per le persone che soffrono di allergie alimentari ed intolleranze i problemi ovviamente possono presentarsi al ristorante. In Italia si è cercato di correre ai ripari con una legge di trasparenza entrata in vigore il 13 dicembre 2014. Ristoranti, mense, bar, pasticcerie, ospedali sono obbligati a citare tutti gli ingredienti contenuti nei cibi destinati al consumo. La prevenzione attraverso un attenta lettura dell’etichetta dei cibi può fare la differenza.

Sintomi allergie alimentari

Le differenze tra allergie alimentari e intolleranze non è sempre così netta e i due disturbi possono presentare tratti simili. Mal di testa, pancia gonfia, meteorismo, stanchezza persistente sono i sintomi più ricorrenti che possono comparire nell’arco di alcune ore o dopo 12, 48 ore e oltre, secondo i casi. Difficile individuare l’alimento o gli alimenti responsabili. Sono numerosi i fattori che concorrono a determinare il fenomeno.

Le allergie alimentari sono dovute a una reazione esagerata del sistema immunitario nei confronti di una sostanza. La reazione o è immediata o a distanza di qualche minuto dall’assunzione dell’alimento responsabile introdotto anche in piccolissime quantità. Possono provocare congestione respiratoria, arrossamento degli occhi, gonfiore, prurito, orticaria, ritenzione dei liquidi, disfunzioni intestinali, vomito sono i disturbi che in genere si riscontrano.

Le intolleranze alimentari sono di varia natura, non provocano una reazione immunologica come avviene invece per le allergie e spesso non compaiono immediatamente, a volte passano più giorni. Si manifestano come un’intossicazione da accumulo dopo aver ingerito diverse quantità dell’alimento interessato. L’attenzione si pone sugli alimenti che si consumano con maggior frequenza, quelli che si nascondono in molte preparazioni alimentari sono grano, latte, lievito, uovo, soia, zucchero, glutammato monosodico, grassi vegetali idrogenati e nichel.

Rimedi allergie alimentari

Le allergie alimentari e le intolleranze sono condizioni mediche che possono essere gestite attraverso cambiamenti nella dieta e nello stile di vita. Per gestire un’allergia alimentare, è importante evitare il cibo che causa la reazione allergica e informare ristoranti, mense, bar o altri fornitori di cibo e medici del problema. In caso di una reazione allergica grave può essere necesso avere sempre con sé un auto iniettore di adrenalina.

Per gestire un’intolleranza alimentare, è importante evitare il cibo che causa i sintomi e cercare alternative adeguate. In alcuni casi, è possibile che sia necessario consultare un dietologo o un nutrizionista per aiutare a pianificare una dieta adeguata. La dieta è sicuramente il mezzo migliore per depurare l’organismo dal cibo sospetto e fare chiarezza sulla situazione. Si tratta di eliminare senza mezze misure gli alimenti che si ritengono responsabili della reazione allergica.

Nelle situazioni meno gravi di intolleranza si può fare una dieta a rotazione, evitando di mangiare cibo incriminato per periodi più o meno estesi per poi introdurlo nuovamente nella dieta. In teoria qualsiasi alimento può provocare una reazione allergica, tuttavia un gruppo di alimenti fra quelli di maggior consumo è più frequentemente responsabile del fenomeno. Meglio privilegiare prodotti non elaborati di cui si conosce la provenienza.

Test allergie alimentari

Ci sono diverse tecniche utilizzate per testare le allergie alimentari e le intolleranze. Alcune delle tecniche più comuni includono test cutanei, di provocazione orale, eliminazione e reintroduzione di cibo nella dieta, esami del sangue e test genetici. Nei test cutanei (Prick tes) si applica una piccola quantità di sospetto allergeno sulla pelle del braccio o del dorso e si punge la pelle con un ago per vedere se si verifica una reazione allergica.

Nel test di provocazione orale si somministra una piccola quantità del sospetto allergeno per via orale e si monitorano le reazioni. L’eliminazione e reintroduzione consiste nell’eliminare un sospetto allergeno dalla dieta per un periodo di tempo, quindi reintrodurlo per vedere se causa sintomi. Con l’esame del sangue si possono rilevare gli anticorpi IgE specifici per un allergeno specifico, mentre con un test genetico si analiza il DNA per individuare eventuali mutazioni geniche che possono causare alcune forme di allergie.

E’ importante notare che alcuni di questi test possono dare risultati falsi-negativi o falsi-positivi. Si può essere anche allergici a uno o più alimenti. Le allergie alimentari possono durare anche tutta la vita anche se il cibo incriminato viene evitato per lungo tempo. E’ importante quindi consultare un medico esperto per una diagnosi precisa, e in caso di dubbio è sempre meglio effettuare una diagnosi di prova alimentare sotto controllo medico.

Per diagnosticare l’intolleranza al lattosio esistono diverse metodiche, tra le quali il test del respiro all’idrogeno (Breath Test) e il test genetico. Il primo valuta la presenza di idrogeno proveniente dalla fermentazione del lattosio non ingerito, mentre con il secondo si preleva la saliva tramite un tampone boccale dal quale analizzare il proprio DNA. Le due soluzioni sono complementari e non alternative e permettono di avere una visione completa del fenomeno.

Allergie immaginare

Allergie alimentari ed intolleranze possono avere conseguenze serie per la salute. Le reazioni allergiche possono essere lievi, semplici eruzione cutanee o naso che cola, oppure molto gravi come l’anafilassi. Detto ciò esiste anche molta confusione e malintesi su ciò che è una allergia o una intolleranza al cibo. Le allergie alimentari sono causate da una reazione immunitaria del corpo ad una specifica sostanza presente in un alimento, mentre l’intolleranza è data dalla difficoltà del corpo a digerire o tollerare un certo cibo o sostanza.

Esiste anche un fenomeno conosciuto come “allergia alimentare immaginaria” o “allergia alimentare psicosomatica”, in cui una persona crede di essere allergica a un cibo, ma in realtà non lo è. Questo può essere causato da una serie di fattori, come l’ansia o la paura di cibi specifici, o da una sovrastima dei sintomi. In questi casi, la diagnosi e la gestione di un medico è essenziale per distinguere tra vera allergia alimentare e allergia immaginaria e fornire una cura adeguata senza privarsi inutilmente di alimenti.

Secondo uno studio realizzato dalla Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo), circa il 20% degli italiani è convinto di avere allergie o intolleranze alimentari che non esistono. Spesso si tratta di forme di intolleranza non rilevate con metodi scientificamente validi e a cui seguono diete che eliminano inutilmente qualche nutriente. I casi reali riguarderebbero invece un totale di circa il 4,5% di adulti e il 10% dei bambini.

Gestione allergie alimentari

Indipendentemente da quelle immaginarie, il reale incremento di casi di allergie e intolleranze alimentari è dovuto a molteplici cause come l’inquinamento ambientale e industriale. Alla presenza di additivi chimici negli alimenti si unisce l’utilizzo di prodotti come diserbanti, pesticidi, concimi, antibiotici. Tutti queste sostanze estranee non fanno altro che insinuarsi nella catena alimentare indebolendo il nostro organismo che per difendersi fa scattare la reazione allergica.

Un occhio attento sulle etichette degli alimenti consente di evitare additivi pericolosi: Acido benzoico e benzoato di sodio (E211) sono contenuti in bibite, vini, conserve di pesce, maionese, salse confezionate, formaggini. Anidride solforosa e solfiti (E220) c’è in vini, aceto di vino, birra, succhi di frutta, frutta secca e tropicale in scatola e candita, marmellata, condimenti, sughi confezionati, sottaceti, frutti di mare e crostacei. Nitrati e nitriti presenti come conservanti e aromatizzanti nelle carni lavorate (hot dog, salumi).

Tartrazina (E102) ed eritrosina (E127) coloranti giallo e rosso sono utilizzati nei prodotti di pasticceria (bibite, sciroppi, liquori, canditi, gelati, ghiaccioli) e nei medicinali. Il glutammato monosodico (E621) viene utilizzato come esaltatore di sapore per carni conservate e cibi precotti e conservati, e nei ristoranti. Oltre ad evitare cibi per curare il benessere personale è sempre bene seguire un’alimentazione varia, equilibrata, misurata e nelle giuste quantità.


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Autore: Redazione
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