“Afterhours. Ballata per piccole iene 2025” è un viaggio nel ventre del rock: il diario di bordo di un disco cult che non smette di mordere.
Ci sono album che segnano un’epoca e poi ci sono album che, semplicemente, sono l’epoca. “Ballate per piccole iene” appartiene a questa seconda categoria: un disco scuro, viscerale, che vent’anni fa ha ridefinito l’alternative rock italiano. Celebrare un ventennale porta con sé il rischio della retorica, della “operazione nostalgia” patinata. Eppure, sfogliando il volume “Afterhours, il tour raccontato da Manuel Agnelli” edito da Rizzoli, si capisce subito che l’intento è opposto.
Il libro non è un monumento funebre a un disco passato; è la radiografia di un corpo ancora caldo, pulsante e incredibilmente vivo. “Afterhours” si presenta come un ibrido affascinante: a metà tra il diario di bordo (il “logbook” di una nave pirata) e il manifesto estetico. Il testo di Agnelli, accompagnato dagli scatti ruvidi e potenti di Mathias Marchioni e Henry Ruggeri, ci porta direttamente nel ventre della bestia.
Non siamo solo spettatori del concerto, siamo nel backstage, nella sala prove, e persino nella “sauna nebbiosa” da cui è nata l’idea di un video parodia dei Blues Brothers, mai realizzato. È proprio in questi aneddoti — come l’immagine di Agnelli e Giorgio in accappatoio e occhiali da sole che ridono della loro stessa iconografia — che emerge la chiave di lettura del volume: la consapevolezza.
Manuel racconta l’invecchiamento non come decadenza, ma come una presa di coscienza ironica (“identici dentro”, scrive), dove la rabbia giovanile si è trasformata in una precisione chirurgica. Uno degli aspetti più interessanti del volume è l’attenzione maniacale dedicata alla “macchina” Afterhours. Agnelli non si limita a celebrare i musicisti, ma apre il sipario sui tecnici, sui backliner, su figure come “Max M.” o “Gianmaria”, e persino sulla strumentazione (bellissime le pagine dedicate alla pedaliera e alle chitarre).
Questo approccio demistifica il rock senza togliergli magia; al contrario, mostra quanto lavoro, sudore e competenza tecnica servano per creare quel muro di suono che investe il pubblico. L’estetica delle fotografie in bianco e nero, restituisce al progetto un senso di atemporalità. I volti dei membri della band, colti in momenti di tensione pre-show o di estasi performativa, dialogano perfettamente con la prosa di Agnelli, che si fa a tratti tecnica e a tratti filosofica (“Una band ha bisogno di un senso”, si legge in uno dei passaggi finali e più intensi).
In definitiva, questo libro non è solo un gadget per i fan che hanno comprato il biglietto per il tour 2025. È un documento che ferma il tempo su una transizione fondamentale. Racconta come si possa sopravvivere a vent’anni di musica, cambi di formazione e mode passeggere restando fedeli a una visione. “Ballate per piccole iene” non è invecchiato, e sfogliando queste pagine si ha la conferma che nemmeno le “iene” che lo hanno creato hanno perso il vizio di mordere.
Scheda del libro
Titolo: Afterhours. Ballate per piccole iene 2025
Autore: Manuel Agnelli
Editore: Rizzoli







