dischi vinile

In molti non sapranno nemmeno di cosa si tratta, eppure dal 1928 in Italia esiste una raccolta di beni sonori e audiovisivi che prende il nome di Discoteca di Stato.

Si tratta della raccolta di quasi 500.000 supporti, dai cilindri di cera di Edison, passando da dischi, nastri, video e supporti digitali che comprendono le registrazioni di voci storiche (di poeti, scrittori, scienziati, re, generali, politici), una collezione musicale con incisioni di compositori e interpreti di musica classica e operistica, rock, leggera, jazz italiana ed internazionale, una collezione di musica liturgica, etnica, folklorica e dialettale con incisioni di spettacoli e rappresentazioni popolari e una sezione dedicata al teatro con le registrazioni di testi teatrali trasmessi alla radio.

Tutto questo patrimonio ora è in pericolo poichè nell’ambito dei tagli agli sprechi dello Stato Italiano della spending review, il Governo ha previsto anche la soppressione dell’Istituto centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (ICBSA). Dato per scontato che nei meandri delle attività gestite dallo Stato si possano nascondere sacche di spreco, in questo caso sono in molti a chiedersi se questo taglio che riguarda 36 dipendenti e 300 mila euro di contributi statali all’anno, non coinvolga la memoria della nazione. Per questo motivo sul web è stata lanciata una protesta con raccolta di firme a cui hanno aderito personalità del mondo della cultura e della musica.