E’ possibile e serve davvero acquistare follower, fans e visualizzazioni online? Perchè aziende, privati, politici e artisti vanno a caccia di like, click e ascolti sui maggiori social per aumentare la propria autorevolezza

Avere tanti amici è importante nella vita reale, ma su internet lo è ancora di più. In un mondo dominato dai social network, acquistare follower è una possibilità che molti tra marchi aziendali, politici e personaggi famosi noti e meno noti prendono in considerazione. Alcuni per farsi conoscere o accrescere la reputazione e popolarità, ma ci sono anche Fake News, le notizie false che imperversano in rete in una vera e propria guerra di propaganda. Gli impressionanti numeri dei servizi online rendono perfino ridicolo il potere della vecchia televisione.

Facebook ha miliardi di iscritti che nel 66% dei casi si connettono tutti i giorni. Lo smartphone che tutti abbiamo in tasca e utilizziamo sempre più assiduamente è un dispositivo potente sotto molti punti di vista. Consente di rimanere in contatto con gli amici ed informa su tutto ciò che succede. Ma il flusso continuo di post e notizie che leggiamo può anche condizionare il nostro pensiero, sia che si tratti di acquistare prodotti o di fare scelte di carattere etico o politico, alla stregua di un nuovo grande fratello. La stessa cosa vale per gli artisti che sui servizi di streaming come Spotify o Youtube vantano milioni di ascolti.

Pubblicità o propaganda

Il potere persuasivo dei social network è enorme: i messaggi contengono gli umori delle nazioni e possono diffondere idee e pensieri che influenzano le persone. In generale anche tutto internet è una enorme opportunità di conoscenza e sviluppo economico e sociale ma come ogni rivoluzione può presentare anche qualche lato negativo e avere alcune criticità. Le grandi società che gestiscono i social e i servizi online sono impegnate a debellare il numero di utenti falsi, con quali risultati?

Non tutti gli utenti che cliccano e scrivono messaggi sono persone in carne ed ossa, ma esistono software fasulli in grado di generare traffico per condizionare le scelte delle persone. Miliardi di parole nei messaggi che possono influire e anticipare eventi politici, sociali ed economici. Parlando di sicurezza uno dei principali problemi della rete riguarda gli attacchi informatici e il traffico non direttamente generato dagli esseri umani, ma dai cosiddetti bot.

Questi imitatori di click umani sono sempre più sofisticati e fanno di tutto anche per ottenere l’accesso di profili, social, banche o per entrare nell’amministrazione di siti. Tra i Bot cattivi ci sono spammer, scraper e software automatici che cercano di rubare contenuti, informazioni private e indirizzi di posta elettronica. Se non per pure finalità criminali, sicuramente per questioni di marketing digitale. Ci sono anche bot buoni come quelli sviluppati da Facebook e WhatsApp per le loro applicazioni di messaggistica. Servono per scansionare le parole utilizzate nel tempo da ogni singolo utente e calibrare le proposte degli sponsor con prodotti e servizi basati direttamente sugli interessi.

Acquistare follower cosa serve?

I bot si possono comportare in tutto e per tutto come navigatori online. Possono visitare siti, caricare pagine web e cliccare ovunque e con precisione. Il problema è che non lo fanno 1 o 10 volte, ma milioni di volte. In questo caso si tratta di veri e propri attacchi informatici realizzati sfruttando i principi dell’intelligenza artificiale. Ci sono cyber-criminali che attraverso i bot sono in grado di mettere in crisi la rete, bloccare interi siti web o carpire informazioni personali.

Nella comunicazione online non esistono solo notizie false, ma soprattutto utenti e click falsi. Se fake news e pagine piene di like sui profili degli influencer possono condizionare le nostre scelte, anche leggere commenti falsi può servire a mettere in cattiva luce qualcuno. Alcuni anni fa il quotidiano Usa Today ha scoperto di avere oltre 5,8 milioni di utenti fake, oltre il 38% del totale. Per capire i risvolti di questa storia si è mossa l’Fbi, anche perchè il ruolo di internet è stato fondamentale nell’elezione del presidente americano Trump.

Diciamo subito che follower falsi e profili fittizi non interagiscono mai con i siti e alla lunga non portano ad alcun vantaggio. Però avere tanto consenso può attrarre gli indecisi. Politici, marchi, artisti e personaggi dello spettacolo, più che una battaglia di idee e contenuti, parlano sempre più spesso di numero di utenti e click. D’altronde se è vero che i politici costruiscono i programmi sulla base dei sondaggi, avere tanti like sui social oggi è fondamentale per avere tanti voti. Il problema è che anche le modalità di verifica dei fans veri o falsi scatenano polemiche.

Bot buoni e cattivi

Secondo l’ultimo rapporto di Incapsula oltre il 50% del traffico sui siti web non è reale ma generato artificiosamente. I dati riguardano oltre 16.7 miliardi di visite su 100.000 domini selezionati casualmente sulla rete. L’andamento nel tempo dei troll sta crescendo confrontato con il traffico generato da esseri umani e bot buoni. Cosa significa buoni? Il fatto è che esistono anche i cosiddetti web crawler, ovvero bot utilizzati normalmente dai più grossi portali e motori di ricerca, per offrire servizi e scansionare i siti online.

Googlebot ad esempio è il crawling bot di Google con cui vengono rilevate nuove pagine da aggiungere ai risultati delle ricerche. Ovviamente è dalla parte dei buoni. Chi ha un sito web sa quanto è importante essere visitati frequentemente dal crawler per apparire nell’indice con un buon posizionamento relativamente ad una chiave di ricerca. Ma sa anche quanto sia importante evitare che le proprie pagine vengano attaccate dai Bot cattivi.

Una Home page caricata 50 mila volte al secondo farebbe andare in tilt qualsiasi sito. Ma anche venire costantemente visitati dai pericolosi ragnetti rallenta le prestazioni e la velocità di caricamento di un sito, con evidenti danni sulle performance pubblicitarie. Secondo la ricerca circa il 94,2 per cento dei siti web ha subito un attacco Bot di una qualche intensità. Tanto che negli ultimi cinque anni un terzo dei visitatori sui sui siti web non è imputabile ad esseri umani.

Followers falsi doppi ed errati

La valutazione è affidata a software realizzati da società che potrebbero avere interesse a favorire più o meno qualcuno. Ciò che è certo è che su internet si possono acquistare follower falsi a prezzi davvero irrisori. Ci sono società che offrono questi servizi al limite della correttezza, con tanto di listino prezzi. C’è chi vende 50.000 falsi Twitter followers per 20 dollari. Chi promette migliaia di like sulla propria pagina Facebook per aumentare i fans ed il valore presunto della propria attività o delle proprie idee. Secondo alcune stime i cosìddetti bots sarebbero addirittura il 50% dei follower complessivi di moltissimi marchi e persone.

Quanti utenti Facebook falsi ci sono? Secondo le ultime analisi fornite direttamente dal più grande social network del mondo, ci sarebbero centinaia di milioni di utenti finti o inesistenti. Gli utenti Facebook falsi o inattivi sono circa il 10%. In parte sono account duplicati e doppie identità. Poi ci sono utenti errati ‘non classificati’ che non corrispondono a persone reali, ma a cose o marchi. Infine c’è un 2-3% di chi si diverte a creare account appositamente per violare le norme di Facebook. Ovviamente si tratta di condotte vietate che una volta scoperte portano alla cancellazione del profilo dai social.

Twitter ha questioni forse ancora più grandi ed è un bel problema per la sua autorevolezza. In generale è difficile stabilire se il fenomeno sia in aumento o in diminuzione. Le stesse società online ammettono che la stima del numero di account è lontana dall’essere una scienza esatta. Secondo Twitter Audit, un servizio nato per controllare l’autenticità degli utenti di Twitter, dei 31 milioni di follower del presidente americano ce ne sarebbero almeno metà falsi. Ma a chi giova creare utenti fake?

L’industria dei followers falsi

Il numero di utenti Facebook è direttamente proporzionale alla possibilità di monetizzare i click con pubblicità ed altre attività. Corrisponde anche al suo vero valore economico in borsa. Di certo non è nell’interesse dei social ingrandire i numeri. Viceversa ci sono molti servizi che vendono pacchetti di falsi fans per chi vuole incrementare i numeri sulle proprie pagine. Probabilmente acquistare fan e follower non serve assolutamente a nulla alle aziende e ai privati, se non per motivi di immagine. Ma è innegabile come l’acquisto e la vendita di fans di Facebook sia diventato nel tempo una industria multi milionaria.

Facebook combatte costantemente contro gli spammer che utilizzano proxy privati per creare indirizzi IP virtuali attraverso dei bot automatici. Ma non è facile scovarli perchè questi software si comportano come esseri umani per evitare il rilevamento. Ad esempio cambiano i tempi di caricamento delle pagine, si collegano da proxy diversi e inseriscono immagini di profilo apparentemente reali rubate in rete. Tutti i social media stanno tentando con ogni mezzo di individuare e eliminare i falsi account perchè il problema riguarda da vicino la sicurezza degli utenti.

Click falsi nella musica

Se acquistare follower più aumentare l’autorevolezza di marchi e prodotti, per artisti e cantanti essere molto ascoltati sui servizi di streaming a cosa serve? Ad esempio a fare salire un artista in classifica e a farlo conoscere. Secondo le ultime stime anche su Spotify circa il 3-4% di ascolti sarebbero creati artificiosamente da fabbriche di bot che nulla hanno di umano. Anche in questo caso basterebbe pagare per salire in classifica.

Acquistare ascolti in streaming come nel caso dei follower sarebbe molto semplice e a buon mercato, tanto che molti manager discografici ne farebbero ricorso. C’è chi non si stupisce, dato che qualcosa di simile succedeva anche per promuovere un artista nelle radio, ma di certo è un problema dato che le stesse major discografiche si sono imposte un codice di condotta. Anche Spotify sta cercando di intervenire per arginare il fenomeno: gli ascolti falsi si possono facilmente scoprire perché superano appena i 30 secondi, tempo minimo per registrare un ascolto avvenuto.

Ma il problema per chi opera nel settore dei click falsi è facilmente superabile e così Spotify perde centinaia di milioni all’anno, pagando artisti ascoltati da computer sparsi per il mondo piuttosto che da persone in carne ed ossa. Se nella musica si tratta di ingannare qualche ascoltatore più attendo alle tendenze che alla qualità, anche Facebook, Twitter e Instagram non hanno nessun interesse a vedere aumentare gli utenti falsi e combattono il fenomeno con tutti i mezzi a loro disposizione.

Social come si difendono?

Scoprire se le richieste di amicizia sono vere o false è fondamentale per difendere la privacy dei navigatori online e per difenderli dai truffatori che chiedono l’amicizia. Gli utenti Facebook falsi si dividono in due categorie. La prima comprende account compilati erroneamente, profili personali creati per business, organizzazioni o animali domestici come cani e gatti. Dall’altra parte ci sono spammer e utenti indesiderati che violano i termini di servizio operando attività non consentite.

Negli ultimi anni centinaia di milioni di profili inattivi sono stati eliminati. Ne hanno fatto le spese anche grandi nomi dello spettacolo. 3,5 milioni di fans sono scomparsi dalla pagina di Justin Bieber in una sola notte. Ma questo non è l’unica strategia adottata dai social. Facebook ultimamente ha assunto 20.000 persone per controllare sia le fake news che gli utenti fasulli. Un ulteriore passo in avanti potrà essere fatto utilizzando l’intelligenza artificiale con algoritmi in grado di riconoscere il vero dal falso.

Acquistare follower veri

Per chi vuole incrementare i propri utenti in modo legale e autorizzato, Facebook offre la possibilità di inserire inserzioni a pagamento che veicolano utenti reali sui propri commenti e contenuti. Questo o il servizio simile di Twitter per fare pubblicità costano sicuramente più dei sistemi visti in precedenza, ma offrono sicuri vantaggi in termini di presenza online, e sono la scelta giusta per chi desidera aumentare il numero di followers e la propria audience.

D’altronde mercato e sponsor sanno bene come funzionano certe cose. Conoscono il pericolo di valori gonfiati ad arte, magari per futuri ingressi in borsa o sponsorizzazioni. E anche i cittadini farebbero bene a valutare i numeri di politici e altro. Perché alla fine anche su internet conta più la qualità che la quantità. Crolli di borsa e politici incapaci di mantenere promesse sono all’ordine del giorno. E anche se sui social si possono acquistare fan falsi, è difficile smentire la realtà. Il punto è essere sempre consapevoli di come funzionano le cose. Il potere della tv nella storia politica italiana dovrebbe pur aver insegnato qualcosa.

Aumentare amici su Facebook

Se acquistare follower falsi non serve a nulla, come avere tanti amici su Facebook? Secondo una ricerca dell’accademia nazionale inglese delle scienze, il numero di amici sulle piattaforme di social networking è correlato alla densità di materia grigia del cervello nell’area coinvolta delle regioni implicate nei comportamenti socio cognitivi. Pur ammettendo che il numero di amici su Facebook o Instagram non riflette il numero di amici nella vita reale, gli autori dello studio suggeriscono che avere tanti amici su Facebook si basa su fattori genetici.

Chi è più intelligente ha anche più amici perché il cervello è in grado di elaborare nello stesso momento informazioni su relazioni multiple. Attenzione però a non esagerare. Sono sempre più diffuse i fenomeni di un utilizzo eccessivo di smartphone e tablet che porta a vera e propria dipendenza da social media. Gli adolescenti sono i più a rischio dell’eccesso di informazioni. Stare troppo tempo su Facebook o Twitter, indipendentemente dal numero di amici, è una nuova forma di solitudine. L’uomo ha bisogno di vere relazioni umane per stare bene.