spartiti chitarra

Musica e internet, gioie e dolori… Non c’è pace per l’industria musicale: non ha ancora finito la guerra a colpi di tribunale per arginare il fenomeno del file sharing e degli mp3 illegali, non fa in tempo a ritrovare il sorriso con gli ultimi dati sul mercato online che si trova a dover combattere su un nuovo fronte la battaglia del copyright: quello degli accordi per chitarra.

Cerchiamo di capire. In ci sono svariati siti più o meno amatoriali che pubblicano le partiture dei brani. Non trascrizioni vere e proprie, manca la melodia, ma c’è l’armonia, il testo e gli accordi. Per i meno esperti gli accordi sono rappresentati anche da disegnini, con puntini che indicano dove piazzare le dita sul manico della chitarra, le così dette “tablature”. Quanto basta ad ogni chitarrista da spiaggia per crearsi il proprio bel repertorio, gratis.

Cosa c’è di male in questa versione virtuale del famoso “canzoniere” da oratorio, direte voi? Il fatto è che prima dell’avvento di internet, il chitarrista non dotato di orecchio sufficientemente fino che gli consentisse di trovare autonomamente gli accordi di una canzone, doveva recarsi in un negozio di musica ad acquistare la partitura originale stampata dall’editore del brano.

Gli editori sono società che detengono i diritti di sfruttamento delle canzoni in ogni loro forma, sia che si tratti di musica scritta, stampata, trasmessa ecc.. Il loro lavoro, anche nell’interesse degli artisti, con i quali condividono le royalties, è proprio quello di fare in modo che un determinato brano venga il più possibile diffuso tramite tutti i supporti disponibili.

Ecco perchè, anche se i diritti sugli spartiti rappresentano solo una piccola fetta dei profitti in campo musicale, in America sono state proprio le associazioni degli editori come la Music Publishers’ Association (Mpa) e la National Music Publishers’ Association (Nmpa) a chiedere e ad ottenere che alcuni siti contenenti tablature come Guitartab.com o Olga.net, fossero oscurati.

In realtà la questione è controversa anche dal punto del diritto: i siti accusati sostengono di non aggirare le leggi sul diritto d’autore, poichè gli accordi non vengono direttamente copiati dagli spartiti originali e non si tratterebbe nemmeno di opere derivate dall’originale, ma solo di trascrizioni che sfruttano l’abilità e i limiti dell’orecchio dei chitarristi.

Chi avrà ragione? Ai posteri l’ardua sentenza. Noi comunque vi segnaliamo chordeditor.com e chordfind.com. Sono un programmino e un sito capaci di svelare tutti i segreti degli accordi per chitarra: posizioni, suono che producono e molto altro. Però se un domani sarete in grado di trovare gli accordi delle canzoni ad orecchio… teneteli per voi!