giradischi

Mentre tutto il mondo della discografia si interroga sul futuro della musica tra mp3, pirateria online e le nuove potenzialità offerte dal cloud computing, c’è chi, forse stanco del tanto parlare e del poco ascoltare, ha riesumato dalle cantine i vecchi dischi in vinile a 33 giri. Risultato? Un vero boom di vendite a doppia cifra percentuale che prosegue da alcuni anni e che anche nel 2011 raggiungerà il +30%.

Qui non si tratta di essere nostalgici dai 40 anni in su alla riscoperta delle emozioni del passato. Tutt’altro: sono i ragazzini e i teenagers delle nuove generazioni a rispolverare con entusiasmo i vecchi impianti hi-fi dei padri per ascoltare vecchi e nuovi 33 giri finalmente con un suono degno della qualità originale.

Proprio così, perchè, anche se non lo avete ancora capito, i formati digitali compressi (come gli mp3: ma che musica è?) o non compressi (come i cd), riducono comunque le frequenze e le armoniche presenti in natura nei suoni, con il risultato che – iPod o non iPod – la qualità dell’ascolto alla fine non potrà essere che mediocre. Qualsiasi genere di cuffia che vi infiliate nell’orecchio infatti non potrà restituirvi un suono decente, con bassi che si perdono e vibrazioni che non esistono.

Qualcuno se n’è accorto o la voglia di vinile è solo una moda passeggera? Dati alla mano, anche il 2011 vedrà i dischi a 33 giri guadagnare un ulteriore 30%, raggiungendo i 3,7 milioni di unità vendute a livello globale, complici le ristampe di dischi originali da parte di tutte le band più famose. Sarà quel che sarà, ma la passione per il vinile non ha nessuna intenzione di finire e sta mettendo addirittura in crisi la capacità produttiva dei fabbricanti.