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Bicicletta scatto fisso, passione estrema

Biciclette a scatto fisso, un modo tutto urbano di concepire l'andare in bici, con qualche rischio e grande soddisfazione.

Tra quelli che fortunatamente sempre più spesso usano la bicicletta in città per i loro spostamenti, esistono diverse tipologie di ciclisti. Tra mountain bike, bici da corsa o da passeggio, spuntano bici essenziali, senza parafanghi, luci e magari freni: le biciclette a scatto fisso dal fascino minimalista e senza tempo.

In pratica si tratta di biciclette con funzionamento di derivazione da quelle su pista che non prevedono la possibilità di fermare i pedali: quando la bici è in movimento i pedali girano, tanto che il ciclista può fermarsi senza utilizzare il freno resistendo alla rotazione delle pedivelle, alzandosi sui pedali e spostandosi in avanti e per assurdo potrebbe anche pedalare in retromarcia.

Ovviamente le biciclette a scatto fisso sono utilizzate principalmente in velodromi o in gare di velocità per il loro peso ridotto, non avendo orpelli che ne appesantiscono le prestazioni, ma proprio per questo loro look unico e pulito hanno molti estimatori in aumento anche tra i ciclisti di città.

Tra esibizionismo e gusto dell'essenziale (chi le usa sostiene che danno la sensazione di essere tutt'uno con la strada), le biciclette a scatto fisso che non hanno freni in realtà sono vietate dal codice della strada. In pratica si rischiano 150 euro che per qualcuno valgono anche la gioia di sentirsi liberi appartenendo a una tribù.

Il primo movimento di ciclisti a scatto fisso prende vita a New York negli anni '70, dove si organizza una gara denominata Monstertrack, ma altre numerose comunità di fixed-gear si danno appuntamento tra blog e network online in Svezia, a Mosca, ma anche a Milano (Bicifissa e Milano Fixed) e Torino (10cento).

Vedi: Vacanze in bici, Ciclismo, Mountain bike

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