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Camminare veloci, questione di salute

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Siete sempre di fretta e camminate spediti? Beati voi. Camminare con passo veloce è un valido sistema per sfuggire da patologie della vecchiaia come perdita di memoria e ictus.

Secondo uno studio del Boston Medical Center durato 11 anni e partito controllando la salute di 2.400 uomini e donne sani con una età media di 62 anni, chi cammina più lentamente è soggetto a problemi di memoria 1,5 volte maggiori, a lungo andare ha un volume cerebrale più basso e ottiene punteggi inferiori nei test di memoria, linguaggio e capacità decisionali.

Ma non solo. Lo studio, che sarà presentato nel mese di aprile 2012 al Meeting Annuale della American Academy of Neurology di New Orleans, ha anche scoperto che è importante la forza con cui si stringe un oggetto, specie oltre i 65 anni. Chi è più forte ha un tasso di rischio di di ictus o attacco ischemico transitorio (TIA) inferiore del 42% rispetto a chi ha una debole presa.

Queste scoperte potrebbero anche aiutare nella prevenzione di malattie dell'apparato cardiocircolatorio e delle patologie degenerative: una diminuzione nella velocità di camminata e una presa più debole possono essere una spia precisa di declino fisico e cognitivo.

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