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Brad Mehldau, Highway Rider il nuovo cd

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E' da qualche anno che il pianista e compositore Brad Mehldau si è imposto all'attenzione di pubblico e critica per la sua moderna concezione, non solo del pianoforte, ma del jazz e della musica in generale. Caratteristica che gli ha dato modo di collaborare con alcuni tra i migliori musicisti al mondo, da Pat Metheny fino a John Scofield, Joshua Redman e tanti altri ancora. Dopo avere affrontato nei suoi dischi interpretazioni di standard jazz e riletture di canzoni pop e rock, ora all'alba dei 40 anni torna con un doppio album intitolato 'Highway Rider', sempre accompagnato dal fido Larrie Granadier al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria, ma con in più il sax di Joshua Redman e una vera orchestra sinfonica.

Brani e arrangiamenti sono di Mehldau, che si è formato non solo ascoltando e suonando jazz, ma anche molta musica classica, da Brahms a Beethoven fino a Mahler e Strauss, al cui modo di orchestrare dice di essersi particolarmente inspirato in questo disco. La sua è musica jazz, perché si improvvisa (l'album è realizzato in presa diretta con la produzione di Jon Brion) ma ha la profondità della musica classica e qualche spruzzo di leggerezza pop. Alla fine Brad Mehldau si conferma un talento assoluto, anche per la capacità di buttare la palla oltre l'ostacolo e la sua voglia di scoprire e di rinnovarsi, anche rischiando. Lo fa senza presunzione e con intima riflessione: per questo Highway Rider rischia di essere uno tra i migliori dischi degli ultimi anni.

 

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