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L'era del download illegale sta per finire?

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Il download illegale avrebbe i giorni contati. Questo almeno è il parere di Paul McGuinness, ex manager degli U2, che in un articolo sul Daily Telegraph si è detto certo che nei prossimi anni i fornitori di accesso alla rete (ISP) si assumeranno più decisamente la responsabilità di vigilare sul comportamento dei propri utenti mediante avvisi e sanzioni dissuasive che renderanno meno conveniente in termini di denaro e tempo scaricare file musicali e cinematografici da internet.

McGuinness, che negli ultimi anni ha condotto campagne sul tema della pirateria online che secondo alcuni calcoli avrebbe causato la perdita di 400 mila posti di lavoro e 16 miliardi di dollari di danni all'industria dello spettacolo, ha anche affermato che il tentativo di offrire alternative al peer to peer offrendo musica gratis in cambio di pubblicità (vedi Spotify), alla lunga non potrà avere successo. A favore della tesi del manager, le notizie in arrivo dall'America secondo cui le major dell'intrattenimento e gli ISP come AT&T, Verizon, Comcast, Cablevision e Time Warner Cable, hanno stretto un accordo per tracciare gli IP e segnalare con un "copyright alert" a mezzo email quando l'utente ha un comportamento online scorretto.

 

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