Gatti direttore musicale alla Scala?
Dei fischi e delle polemiche per la prima del Don Carlo alla Scala il maestro Daniele Gatti non sembra occuparsene, anzi si dichiara soddisfatto e onorato a eseguire l'opera verdiana collaborando con il coro, l'orchestra, i cantanti e persino i tecnici della Scala. Del resto, le cifre parlano da sole: il Don Carlo è stato trasmesso in diretta da centocinquanta auditorium degli Stati Uniti dove ha fatto il tutto esaurito. Molte le voci in Italia che lo vorrebbero erede del grande maestro Riccardo Muti e pronto a prendere il posto dell'attuale Daniel Barenboim, che da due anni è direttore musicale dell'orchestra della Scala. Ma i pareri sono discordanti, l'orchestra è divisa e molti sono i dubbi sull'effettiva capacità di Gatti. Secondo molti indubbiamente il direttore principale è troppo occupato per continuare a giudare un'istituzione così impegnativa, ma affianco al nome di Gatti compaiono altri possibili eredi: Antonio Pappano, Riccardo Chailly e l'emergente Nicola Luisotti. Altre sono le prove che aspettano Daniele Gatti, a partire dalle 11 repliche in programma per il «Don Carlo» al Teatro alla Scala che il regista francese Stéphane Braunschweig ha voluto rappresentare attraverso una scenografia minimalista attenta a sottolineare i sentimenti degli interpreti in primo piano.