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Moog: viva il vintage!

Chi ha superato la soglia dei trent'anni ne avrà certamente già apprezzato le sonorità in qualche disco dei Doors, Rolling Stones, Emerson Lake and Palmer... o magari in qualche 33 giri della nostrana PFM. Ma probabilmente anche i più giovani ne avranno sentito parlare e sicuramente apprezzato il suono in qualche produzione recente. Stiamo parlando del Moog, la prima tastiera elettronica rivoluzionaria.

Inventato nel 1964 da Robert Moog, fu sinonimo di sintetizzatore per almeno i successivi 20 anni, affascinando musicisti di ogni genere e parte del mondo, anche solo per le decine di manopole che ne modificavano il suono e che la facevano assomigliare più ad una astronave che a uno strumento musicale.

Nato quasi per caso in una bottega di New York - "Non sapevolo cosa diavolo stessi facendo", ricorda Moog in una intervista - all'inizio il suono del novello sintetizzatore conquistò i musicisti d'avanguardia e i produttori di film di fantascienza. Solo successivamente, alla fine degli anni '60 e con la nascita del movimento rock psichedelico, fu adottato praticamente da tutte le più importanti band di musica rock, pop, funky e soul del mondo. La sua fortuna durò fino agli anni '70, quando venne soppiantato da tastiere e rack tecnologicamente via via sempre più sofisticate, capaci di riprodurre suoni sintetizzati in modo molto più semplice ed economico.

 VIDEO  Moog demonstration 

Il mercato si era sviluppato e avevano fatto il loro ingresso colossi giapponesi tipo Yamaha. Il signor Moog fece la fine della drogheria sotto casa quando aprirono i primi centri commerciali: fu costretto a vendere tutto e chiuse bottega.

Solo oltre i settant'anni d'età Robert Moog riuscì a riappropriarsi del suo marchio, dedicandosi alla tecnologia digitale grazie ad una partnership con "Arturia", società che crea software musicali, per cui sviluppò un synth virtuale capace di imitare su computer il suono della sua creatura. Ora è tornato di gran moda e lo si usa nella techno e nell'hip-hop, ma non solo: praticamente musicisti e arrangiatori di tutti i generi musicali fanno a gara nel riscoprire le sonorità analogiche vintage tipiche del Moog. ...Certo, girare le manopole di un aggeggio a valvole e transistor di 50 kg forse dava più soddisfazione che usare il mouse sullo schermo di un computer..!

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