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Bimbi prodigio, musica

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Si chiama Jan Lisiecki, ha 16 anni ed è uno dei maggiori giovani talenti del pianoforte classico. Un ragazzino canadese che odia essere definito un bambino prodigio, ma che al posto di schiacciare i tasti della Play Station si sveglia tutti i giorni alle 6 del mattino per toccare con incredibile grazia e sensibilità i tasti del pianoforte, tanto da essersi meritato un contratto in esclusiva con la prestigiosa etichetta Deutsche Grammophon diventando uno dei più richiesti musicisti della scena internazionale.

'Niente mi da più gioia che suonare il pianoforte a casa, al sorgere del sole', ha raccontato Jan intervistato dal Corriere della Sera in occasione di un suo recente concerto al Festival Santo Stefano di Bologna, confessando di non avere tanti amici della sua età, nè di avere tempo e voglia di passare il proprio tempo su Facebook o nei centri commerciali. Piuttosto, dice, 'meglio leggere un libro di Hemingway o Jane Austin'. Insomma diciamocelo: chi non desidererebbe avere un figlio così?

Jan Lisiecki suona dall'età di 5 anni, quando la sua famiglia di immigrati polacchi, anche se nessun in casa suonava, si fece prestare un pianoforte dalla vicina per distoglierlo dalla sua prima passione: la matematica. Successivamente, dopo avere vinto un premio pianistico canadese a 7 anni, ha debuttato in orchestra all'età di 9 anni e da allora ha già suonato più di 100 volte con varie orchestre in Canada e nel mondo, esibendosi anche alla Carnegie Hall davanti alla regina d'Inghilterra e condividendo il palco con musicisti di fama internazionale come il violoncellista Yo-Yo Ma, il direttore d'orchestra Pinchas Zukerman, il violinista James Ehnes o la pianista Emanuel Ax.

 VIDEO  Jan Lisiecki - F. Chopin Etude Op. 25 n.11

Quello di Jan Lisiecki non è un caso isolato e certo quando si parla di bambini prodigio il pensiero va subito a Mozart che a tre anni batteva i tasti del clavicembalo, a quattro suonava brevi pezzi e a cinque componeva. Finita l'era dei piccoli compositori, ora è il momento di piccoli direttori d'orchestra, musicisti, pianisti, violinisti che ben prima dei 20 anni sono già acclamati nelle sale da concerto dei loro paesi d'origine per poi magari raggiungere una fama internazionale. Tra i giovani pianisti che hanno compiuto questo percorso basti pensare a Rafael Blechacz, Yuja wang o Lisa de la Salle o al successo di un ex bambino prodigio come Lang Lang.

Cosa c'è dietro la crescita di questi talenti? Certamente genitori attenti e premurosi, ma non è il caso di esagerare con gli stimoli e specialmente con la competitività, altrimenti l'ambizione di madri e padri potrebbe provocare più danni che benefici e non solo a livello psichico. Mentre dalla Cina arrivano notizie di 'mamme-tigri' pronte a qualsiasi vessazione per far raggiungere ai propri bimbi traguardi elevati nella società e in America vanno di moda super-scuole per bambini prodigio con giornate a base di matematica, musica, lingua straniera e arti marziali dai 2 anni d'età, i genitori non dovrebbero dimenticare che fantasia e creatività per svilupparsi hanno bisogno anche di gioco, spensieratezza... e magari di noia. Tutte cose che servono anche quando si suona un pianoforte e la musica diventa, più che gara tecnica o corsa al successo, un modo per comunicare emozioni.

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