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iPod di musica illegale

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Anche noi vi abbiamo già parlato molte volte del fenomeno iPod e dei suoi numeri, capaci di influire sia sul mercato della musica che sui comportamenti: '...ha avuto il merito di aver creato nell'opinione pubblica giovanile un nuovo modo di pensare la musica online, inserendo il termine 'download' nel vocabolario di tutti gli appassionati di musica e non solo in quello degli smanettoni del peer to peer'. Sarà poi verò?

L'ultima indagine di Jupiter Research ha rilevato che solo il 5% dei file audio contenuti nei player iPod è il frutto di un regolare acquisto su iTunes. Da dove viene il resto? P2P, ripping dei CD e collezioni di amici... Ma allora che fine ha fatto il boom del fenomeno iPod? Sembra proprio che la sinergia marketing più potente del mondo, cioè quella formata dal noto player e dalla sua piattaforma online, sia ufficialmente meno produttiva di quanto si potesse pensare.

«L'offerta di musica digitale online non sembra aver cambiato il comportamento degli utenti; non è possibile ipotizzare che i possessori di un iPod rientrino tutti sotto un unico gruppo omogeneo, perché i clienti dei negozi di musica digitale affiancano l'acquisto legale di musica all'attività di file-sharing», si legge nel report.

Il dato negativo persiste malgrado la crescita del mercato online: solo in Europa si è giunti ad un fatturato di circa 385 milioni di euro. E non è finita qui. Jupiter Research ha dimostrato che i margini di crescita sono ancora altissimi, e strettamente correlati alla cultura online... più che alle tecnologie.

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