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Cd vergine straniero

Per compensare i mancati introiti subiti dalla Siae ad opera di pirateria e copie di cd masterizzate, circa un anno fa è entrata in vigore una legge che ha introdotto una tassa su Cd e Dvd vergini. Un Cd-r che nel 2003 costava 0,55 euro (0,01 andavano alla Siae), ora ne costa 0,80; 0,25 euro vanno alla Siae, che ridistribuisce questi maggiori introiti ad artisti, autori ed editori associati.

L'Asmi, Associazione Supporti e Sistemi Multimediali Italiana, che raggruppa i 20 maggiori produttori e distributori nazionali, sostiene però che il provvedimento non ha prodotto gli effetti sperati e che anzi la prima conseguenza diretta sia stato un calo del 60% dei supporti venduti. Ma dove sono finiti i compratori?

Dagli studi curati dalla stessa Asmi, in primo luogo è emerso il fenomeno della importazione parallela da paesi come Svizzera, Germania e Inghilterra che, non applicando la tassa, possono vendere i cd a prezzi decisamente inferiori ai nostri. Inoltre, sono di molto aumentati i giovani che acquistano Cd-r su siti online in ogni parte del mondo, ad un costo di circa 0,25 euro cad. per 100 pezzi.

Insomma, per il mercato italiano si sono come volatilizzati 120 milioni di pezzi di cd vergini annui, che si traducono, oltre che in mancati introiti per la Siae, anche in una perdita per lo Stato (tra iva e tasse) di decine di milioni di euro all'anno.

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