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Cervello da jazzista

Tutti sanno che la musica jazz è basata sull'improvvisazione, ovvero sull'inventare nuova musica in ogni istante (chi ha qualche dubbio legga questo articolo). Fino a ieri però nessuno sapeva cosa succede al cervello di un jazzista mentre improvvisa. Ora uno studio di un pool di ricercatori della Johns Hoplins University of Baltimora svela quali sono i meccanismi neuronali dell'improvvisazione.

Lo studio è stato fatto osservando con una risonanza magnetica il cervello di sei pianisti jazz che hanno eseguito prima un brano scritto su spartito e poi in un assolo di jazz. Durante l'improvvisazione si è osservata una ridotta attività neuronale della corteccia prefrontale, come se improvvisando il musicista diminuisse il controllo di alcune sue percezioni superficiali abbandonandosi alla creatività. Ma non solo.

Contemporaneamente nei pianisti impegnati nell'improvvisare jazz si è osservato un aumento dell'attività prefrontale dedicata all'espressione di sè, la stessa zona che viene interessata quando si racconta una storia.

 VIDEO  Walkin' - John Coltrane

In effetti, se vi faceste raccontare da un jazzista cos'è il jazz, o meglio se vi metteste a suonarlo, un bravo maestro vi darebbe questi consigli: "studia le scale, l'armonia, la tecnica... ma poi quando suoni lasciati andare, proprio come se stessi raccontando una storia..."

Una storia che nella musica è fatta di note, sentimento, intuizione, ma anche di cifre e matematica. Tanto che nel corso dei secoli da Pitagora, Platone, Aristotele, fino ad arrivare ai contemporanei Schoenberg e Stockhausen, ci si è sempre chiesti se il linguaggio della musica fosse basato sui numeri o sulle passioni.

 VIDEO  Jazz guitar improvisation

Alla precedente domanda un cervello da jazzista risponderebbe: "un pò di tutte due". Fosse solo una questione di numeri, c'è anche chi si è inventato una macchina capace di improvvisare. Al Biles, professore e trombettista al Rochester Institute of Technology, già nella metà degli anni 90 ha inventato GemJam, un programma che improvvisa "come un jazzista", dotato di un algoritmo genetico, cioè capace di ascoltare e migliorarsi.

Al Biles si esibisce anche in concerti con la sua tromba a capo del suo "Virtual Quintet", in pratica un computer che lo accompagna con una base formata da batteria, basso, piano e altri strumenti a fiato che rincorrono i riff improvvisati dal trombettista e improvvisano a loro volta. "GemJam è l'unico sistema di calcolo evolutivo che opera come un vero musicista". Si direbbe dotato di intelligenza artificiale... ma il cervello di un jazzista è tutta un'altra storia.

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