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Tra canzone e poesia

Fosse solo una questione di numeri, basterebbe il successo di Cristiano de Andrè che canta il padre a riaprire il dibattito circa le affinità vere o presunte tra canzone e poesia. Ma tra chi propone di inserire 'Alice' o 'Generale' nei libri di testo e chi parla di poetica della musica, c'è anche chi parla di pastrocchio e confusionismo. Lo stesso De Gregori sostiene che la canzone non sarà mai poesia, ma è letteratura, come il cinema e il teatro...

Ma le canzoni possono far poesia o avere almeno qualche dignità da un punto di vista letterario? Siamo andati a vedere cosa ne pensano direttamente i poeti, che tramite metafore al di là di qualsiasi pregiudizio o snobismo, hanno però voluto porre l'accento sulle differenze. Eccone alcune:

Valerio Magrelli: - E' come se entrando dal vinaio uno ordinasse pecorino. Come se mi chiedessero di che colore sono i cavalli della mia auto. Sia cavallo-motore che cavallo-animale sviluppano moto. Ora: la parola è energia, però diventa qualcosa di diverso a seconda da dove si esprime. -

Maurizio Cucchi: - De Andrè e de Gregori hanno scritto grandi canzoni. Ma la poesia è altro. Nella musica la parola ricopre un ruolo ancillare. Il che non vuol dire che singoli frammenti di canzoni non possano essere "poetici". -

Edoardo Sanguinetti: - Quello tra musica e versi è un pastrocchio che parte a scuola. Insegnano poesia con le canzoni. Ovvio: è più facile ricordare un brano famoso che i Sepolcri... Ma le radici del "male" vanno ricercate nel confusionismo, nel bric brac dell'industria cuturale che rappresenta una perversione dell'idea avanguardistica di contaminazione di opere. Solo ciò che raccoglie consenso è buono e vero per il semplice fatto di raccogliere consenso. -

Insomma nessuno dice che non ci si possa emozionare anche con una strofa di una canzone di Sanremo... Un ultima chiave di lettura la offre il giovane poeta Mario Desiati, classe 1977, selezionato in una recente antologia della Nuovissima poesia italiana di Mondadori: - Lo snobismo dei poeti professionisti verso i canzonettari è più diffuso nelle nuove generazioni di scrittori. Eppure nessuno potrà negare che tra musica e poesia c'è un punto di contatto originario che si chiama "ritmo". -

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