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Stradivari per i tarli
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Ad affermarlo sulla rivista PlosOne, Joseph Nagyvary, biochimico ungherese dell'università del Texas, che ha portato a compimento 33 anni di ricerche, periodo nel quale ha cercato di capire come fosse possibile che artigiani di tre secoli fa, senza conoscenze scientifiche, avessero potuto ottenere simili risultati. Finalmente la soluzione: il mito di Antonio Stradivari e Guarneri del Gesù sarebbe imputabile ai tarli.
Secondo il ricercatore, i liutai, alla ricerca di una soluzione per sconfiggere gli insidiosi insetti, avrebbero sperimentato un mix di sostanze come borace (detergente o antisettico), fluoruro, cromo e sali di ferro. Interagendo con il legno questi agenti chimici avrebbe avuto come effetto "secondario" conferire ai violini un suono ineguagliabile, anche molti secoli più tardi.
Per arrivare a questa scoperta, che smentirebbe in parte le precedenti ipotesi basate sulla qualità del legno originario (leggi) piuttosto che sulle miscele di vernici utilizzate, Nagyvary ha bruciato minuscoli schegge di legno dai lavori di restauro fatti su alcuni violini Stradivari e Guarneri per analizzarne la composizione chimica.
Come mai tanto accanimento attorno ad un suono? Attualmente in tutto il mondo rimangono ancora circa 600 esemplari dei preziosi violini Stradivari, ognuno dal valore di diversi milioni di euro, mentre del suo concorrente Guarneri del Gesu', ne restano circa 140 di altrettanto valore. Prima o poi finiranno: ecco perchè chi troverà il segreto del suono dei violini Stradivari passerà alla storia.
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