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Musica e matematica

Fin dall'antichità l'uomo è stato attratto dal rapporto tra suoni e scienza e matematica. Nell'età greca fu proprio Pitagora a stabilire l'altezza dei suoni della scala diatonica impiegata dalla musica occidentale fino al XIV secolo; nel medioevo, lo studio della musica venne incluso tra le arti del Quadrivium, tra Aritmetica, Geometria e Astronomia. Solo con i romantici la musica si allontanò dal pensiero scientifico per lasciare spazio alle emozioni.

Il legame tra musica e matematica è stato riscoperto nel nostro secolo con la musica dodecafonica e successivamente dalla musica elettronica non commerciale. Con l'aiuto di tecnologia e computer, sono stati impiegati strumenti sempre più sofisticati per analizzare il suono. Nei laboratori di ricerca, attraverso una metodologia matematica denominata "trattamento del segnale", è stata realizzata la sintesi di sonorità artificiali, da cui sono nate nuove forme sonore, senza alcun riferimento a strumenti reali. La creazione e rielaborazione di nuovi suoni diventa così parte integrante delle composizioni dei musicisti.

Anche l'ultima frontiera della musica contemporanea si ispira alla matematica, e cioè agli algoritmi della geometria frattale. I frattali sono figure geometriche caratterizzate dal ripetersi sino all'infinito di uno stesso motivo su scala sempre più ridotta. Generalmente vengono rappresentati visivamente, ma essendo funzioni matematiche, è possibile associarvi una rappresentazione sonora. Esistono software che permettono di inserire funzioni e di ascoltarle, oppure di trasformare il suono in immagini di frattali.

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