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L'orchestra amatoriale

Avete dedicato molti anni di studio alla musica ma poi avete intrapreso altre carriere professionali? Il vostro strumento è finito impolverato in un angolo? Bene, è arrivata l'ora di risvegliare il musicista che c'è in voi. Si chiama 'Verdi per tutti' ed è l'orchestra amatoriale della Fondazione Orchestra e Coro sinfonico di Milano 'Giuseppe Verdi', composta da medici, avvocati, vigili, geologi e piloti.

Non è facile fare della musica la propria professione. Alle volte talento, passione e volontà possono non bastare. Prima di tutto perchè, specialmente in Italia, le offerte di lavoro per musicisti preparati scarseggiano e spesso, oltre alle capacità musicali, servono altre doti. Solo alcuni eroi insistono e ce la fanno, altri abbandonano e cambiano strada, purtroppo anche per mille buoni motivi. Ma la musica non si lascia mettere in un angolo tanto facilmente.

Non è sufficiente appendere lo strumento al chiodo, diplomarsi o laurearsi, diventare bravi avvocati, medici o tranquilli impiegati... non serve nemmemo "mettere su famiglia"... si è sempre a rischio, la passione per la musica è lì sotto pelle, pronta ad esplodere. D'altronde non c'è cosa più bella di suonare insieme ad altri musicisti. Figuriamoci in una grande orchestra come quella della "Verdi per tutti", quasi 70 elementi da ogni parte del mondo: italiani, giapponesi, americani, inglesi, tedeschi, francesi, ucraini con un'età compresa tra i 18 e i 70 anni.

 VIDEO  Concerto - La Verdi per tutti 

Al contrario di altri paesi europei dove le orchestre amatoriali di ampio organico sono delle realtà diffuse e consolidate, questo è l'unico caso italiano di orchestra amatoriale appoggiata da una importante istituzioni sinfonica. L'orchestra prepara tre concerti all'anno provando una volta alla settimana. Servono una quindicina di prove per preparare un concerto, spesso coadiuvate da maestri d'eccezione.

Per l'ultimo concerto il giovane direttore d'orchestra svizzero-belga Mathieu Mantanus ha pensato ad un programma di tutto rispetto: l'Ouverture dal Barbiere di Siviglia di Rossini, la Messa n.2 in Sol maggiore D.167 di Schubert e la Sinfonia n.5 in Re maggiore op.107, La Riforma di Mendelssohn. Come hanno suonato? Poco importa, la cosa più bella l'ha detta lo stesso Mantanus: "Non ho mai visto un'orchestra con così tanta voglia di suonare, capire, migliorare".

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